“Mi sembrò sempre che egli fosse nato dall’immaginazione di Dostoevskij”. Su Vasilij Rozanov, un pensatore “disgustoso”
“Ti-Jean, non dimenticare che sei bretone!”. Jack Kerouac e l’ossessione per il suo antenato, il figlio di un notaio francese, de Kervoac, disonorato e vagabondo, capitato in Canada nel ’700
“Sono un vecchio anarchico e credo che lo Stato sia un male”. Mario Vargas Llosa dialoga con Borges
“Scoprivo in lui un editore atipico, e non solo per l’Italia; un editore onnivoro che prediligeva i libri incatalogabili”. Guido Mina di Sospiro ricorda Luigi Spagnol
E tu, vuoi amare o essere amato? La domanda smisurata
“Genio famelico, tra i pochissimi indifferenti al loro tempo”. Elogio di Djuna Barnes, la scrittrice che piaceva a Joyce e a Eliot, fu adorata da Cristina Campo, si chiuse in casa e mandò tutti al diavolo
“Tutto sulle mutande e per terra. Mi toccava fare la scarpetta con la carta igienica sul pavimento”. Ipotesi su Fabio Volo e sul suo aedo, Antonio D’Orrico
“Amleto? Un dandy epigrammatico vestito a lutto”. Borges, l’inimitabile. Un ricordo di Félix della Paolera
“Io credo soltanto in ciò che è attivo, immediato, personale”. Ti scopre, ti schianta, ti denuda nella tua mediocrità: su Henry Miller, 40 anni dopo
“La condizione della scrittura è monarchica, non repubblicana, elettiva non meritocratica”. Dialogo con Roberto Pazzi
“Debbo fallire; a me il fallimento è necessario”. Ritratto di Angelo Fiore, il Kafka italiano
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