“Sono un vecchio anarchico e credo che lo Stato sia un male”. Mario Vargas Llosa dialoga con Borges
“Scoprivo in lui un editore atipico, e non solo per l’Italia; un editore onnivoro che prediligeva i libri incatalogabili”. Guido Mina di Sospiro ricorda Luigi Spagnol
E tu, vuoi amare o essere amato? La domanda smisurata
“Che piaccia o no, l’uomo bianco è morto a Stalingrado”. Céline, il profeta “lucido senza luce”. Un ricordo di Pierre Duverger
“Le ragazze da marito”: un capolavoro che fa paura (per questo Adelphi non pubblica gli altri tre tomi). Sia lode a Henry de Montherlant, uno scrittore scomodo, da mandare al rogo
“Genio famelico, tra i pochissimi indifferenti al loro tempo”. Elogio di Djuna Barnes, la scrittrice che piaceva a Joyce e a Eliot, fu adorata da Cristina Campo, si chiuse in casa e mandò tutti al diavolo
“Amleto? Un dandy epigrammatico vestito a lutto”. Borges, l’inimitabile. Un ricordo di Félix della Paolera
“È per la bellezza che mettiamo a rischio noi stessi”. Siamo esseri scagliati nel mondo da chissà quali lontananze: sul folgorante romanzo di Ocean Vuong
“Io credo soltanto in ciò che è attivo, immediato, personale”. Ti scopre, ti schianta, ti denuda nella tua mediocrità: su Henry Miller, 40 anni dopo
Storia sommaria di Michel Leiris, l’artista che sfidò l’Africa, cercò di tramutarsi in ghepardo per scoprirsi più alieno di prima. “Io che contavo di rientrare con l’aspetto affascinante e profondamento segnato di un corsaro…”
“La condizione della scrittura è monarchica, non repubblicana, elettiva non meritocratica”. Dialogo con Roberto Pazzi
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