“Verrà anche per voi il tempo di una nuova Norimberga”: in risposta all’ex Direttore dell’Unità, Peppino Caldarola, che inneggia all’odio contro il nuovo Governo

Posted on agosto 18, 2018, 10:48 am
7 mins

Egregio ex Direttore di “L’Unità”,

Lei forse, nella sua ubriachezza senza alcol, non si rende conto di quello che dice quando incita all’odio. O forse lo sa, anzi lo sa bene – ho sempre avuto il sospetto che il piddino fosse o piddiota, o in malafede, e Lei non appartiene di certo alla prima categoria.

In perfetto spirito staliniano, con una spruzzata di ipocrisia, getta la maschera e scrive: “Non bisogna avere paura di tornare ad odiare. Non una classe, un ceto, una religione, una etnia. Bisogna tornare ad odiare i politicanti che vivono come parassiti sul rancore che hanno provocato nella società e nel popolo”. Ma non si vergogna? L’odio è una vostra prerogativa, una pratica che portate avanti dalla notte dei tempi, anzi, dalla notte della Repubblica. Avete odiato gli omosessuali, il cui amore era per voi una degenerazione della sessualità borghese. Avete odiato la media borghesia, tutti quegli innocui individui la cui unica colpa era cercare di sopravvivere alle vessazioni perpetrate da voi stessi, a mezzo di imposte e balzelli vari, mentre leccavate in modo osceno i grandi capitalisti che pagano le tasse in Svizzera. Avete disprezzato e disprezzate gli italiani, che in ogni occasione avete dipinto, nel nostro Paese come all’estero, alla stregua di lestofanti e approfittatori della peggior specie, per poi passare a definirli addirittura razzisti. Avete giustificato la loro uccisione in Russia come in Jugoslavia. E ora, ora Lei vorrebbe mettere alla pubblica gogna i parassiti? Proprio voi… gli stessi che hanno sottratto a piene mani, che hanno ceduto le autostrade, la nostra gallina dalle uova d’oro, ai privati. Miserabili! Ricordate i versi danteschi: “Caina attende chi a vita ci spense”.

Caldarola

Giuseppe ‘Peppino’ Caldarola, già direttore de ‘l’Unità’ e parlamentare DS-Ulivo. L’articolo che ha scatenato la risposta di Matteo Fais è pubblico su ‘Lettera43’

Ma Lei, Lei non ha mai odiato un democristiano o un berlusconiano, stando almeno alle sue parole. E ci mancherebbe altro! I democristiani, voi li avete in casa. O vorrebbe asserire il contrario, forse? Devo farle i nomi? Siete senza vergogna! E, soprattutto… ma che cazzo dite? Avete girato addirittura dei film nei quali inneggiavate all’uccisione di Berlusconi e avete gioito – ovviamente non in modo plateale, perché siete subdoli e senza coglioni – dopo il lancio di una statuetta del Duomo, da parte di Massimo Tartaglia, in faccia all’ex Premier.

In compenso, adesso criticate Grillo. Lo stesso comico che, in altri tempi, pagavate profumatamente per presenziare alle Feste dell’Unità. Ignobili! O Travaglio, un altro che rientra nella visuale del suo mirino da cecchino. Ricordo bene la sua santificazione, quando si scagliava contro Berlusconi. Al momento non vi sembra possibile, abituati come siete a un giornalismo asservito, di ritrovarvi sotto la lente di ingrandimento, mentre vi fanno le pulci e vi contano i peli del culo indecentemente sporchi.

Sono troppo violento forse, per Lei che parla di un “odio pacifico”? Ma vada a cagare! Avete ucciso e maledetto, dalla lotta partigiano-americana alle Brigate Rosse, per poi assumere toni falsamente concilianti… E poi, che minchia significa “odio pacifico”? Cos’è, un nuovo ridicolo ossimoro, dopo quello delle missioni di pace con cui voi, novelli promotori di democrazia, esportavate la guerra?

Lei dice che il suo “odio non violento è un lavoro da formiche parlanti che riescono a raggiungere tutti gli italiani a cui raccontano le cazzate”. Ecco, appunto, giusto alle formiche potete paragonarvi. Iniziate dalle briciole, ma a poco a poco vi portate via tutto. Sì, siete formiche, ma con una mentalità da avvoltoi. Inoltre, ma mi faccia il piacere, lei vorrebbe raggiungere chi? Ma se possedete un numero imprecisato di giornali e giornaletti, venduti in ogni dove, a cui passate le veline, come era solito fare il vostro amico Mussolini che non per niente fu tra le vostre punte di diamante. Visto che pagate le puttane della penna, per dire ciò che più vi aggrada, fate il favore e andatevene in vacanza tranquilli. C’è già chi pensa a disinformare in vostra vece.

Ma Lei ce l’ha con Salvini e Di Maio, che definisce nullafacenti. I nullafacenti, appena si sveglierà, caro Direttore, scoprirà che sono tanti, tantissimi, e lo sono anche a causa vostra, miei adorati istituzionalizzatori di contratti precari e quant’altro. Già, ma nel frattempo, sono anni che riempite le teste dei vostri connazionali di luoghi comuni del genere che gli italiani non hanno voglia di lavorare. Carogne! Voi che dite di essere i depositari dei valori di solidarietà e non avete fatto nulla per tutti quelli in difficoltà, se non dar loro la miseria di ciò che, con termini magniloquenti, chiamate reddito di inclusione

Ma verrà il giorno in cui voi, piccoli Eichmann, tornerete sul banco degli imputati. Ci sarà, presto o tardi, una nuova Norimberga. E allora non solo vedrete, ma toccherete con mano il rancore, la rabbia cagionata dalla vostra austerity attuata per il nostro bene. Per il momento, stiamo qui, seduti sulla sponda del fiume, attendendo quel che resta di voi. Il vostro odio sarà pure pacifico, ma il nostro – credetemi – sarà catartico.

Matteo Fais