“Siamo sempre soli, a parare la cera che cola… Eppure siamo ancora qui, trepidanti, aspettando che qualcuno, la notte, facendo gli straordinari, inventi lo straordinario per noi”
“Perché cerco il vuoto, e il buio, e il niente!”. Una poesia di Charles Baudelaire, “Ossessione”
“Ci pensa la vita a scombinarti i piani… ma quando torno, stanco, nella mia stanza, i libri mi guardano, loro sono ancora lì, Dino e Walt, Simone, Anna, Marina, Amedeo…”
“Esco a volte dai confini per sentirmi più vivo… sconosciuti esseri incrociano le nostre vite magari giusto il tempo di dirsi addio… Il poeta è l’infante incantatore”
“A volte ci si cerca, ci si incontra… Tanto, alla fine, è sempre lei, quella vita bella e bastarda, a scompaginare i piani e a far cadere le maschere”
“Bussare all’impossibile ogni giorno, omaggiare l’infinito. Non ci è chiesto altro per diventare poeti”
“Perché il poeta, infine, è ombra di candela e scrive di notte quando, feroce e distinto, sente il richiamo del lupo”
“Un cuore in fiamme, la trinità, un poeta sperduto tra le alte vette... Scrivere per un'altra epoca: chi ci ha mai pensato?”. A Gressoney La Trinité, la terra promessa
“Il Nemico oscuro che ci scava il cuore si alimenta del nostro sangue perduto!”. Una poesia di Charles Baudelaire tradotta da Giorgio Anelli
“Poiché è il contrasto ciò che m’interessa”. Una chiesetta sperduta nella valle di Gressoney vince, per dolcezza, il Duomo di Milano
“Parliamoci chiaro, la poesia è dei ladroni, è di Giuda e di Pietro… e il poeta è fuori controllo, sissignori, inafferrabile!”. Una lettera aperta di Giorgio Anelli
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