“Il buio è scuola, bisogna imparare ad amarlo, il buio, il buio educa al silenzio, educa al proprio sterminio”. Intorno a un libro di Emanuele Tonon, “Il nemico”
Bisogna leggere per sporcarsi, per sentire addosso il sale. “Cambiare l’acqua dei fiori” sarà pure un caso editoriale, ma non mi ha lasciato nulla. Non basta una buona storia per fare un grande libro
“Amare non è sufficiente… la persona giusta non esiste”. Sándor Márai, una vera e propria educazione sentimentale
“Tu non hai scommesso niente dal primo momento. Non sei un uomo capace di scommettere”. Yasushi Inoue, il vetraio della parola: “La lotta dei tori”
“Perché è diventando assolutamente niente che si può diventare uno scrittore”. Questo non è un libro. I libri di Agota Kristof sono una pioggia di sassi
“L’amore richiede pegni sempre più grandi: finché gli resta da ottenere qualcosa gli sembra di non aver ottenuto nulla”. Credere al desiderio: “Senza domani”, Vivant Denon
Il bambino nato con i denti, che voleva diventare macellaio e “sistemare una situazione una volta per tutte”. Su un romanzo di allucinata bellezza di Sándor Márai
La bellezza entra dalle finestre, se necessario. La grande musica in ospedale, nonostante il Covid. Dialogo con Andrea Padova
“Senza possibilità di perdono: nel suo studio niente ti faceva stare comodo, tutto ti chiedeva verità”. Sull’opera di Carmen Silvestroni
“Sono gli uomini che hanno le idee, che creano, che rischiano, che inventano…”. Dialogo con Marco Montemaggi, ovvero: il racconto poetico dell’Impresa
“Non c’è cibo più nutriente della carne umana”. A forza di consumare porno non sappiamo più divorare un corpo. Un libro
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