05 Maggio 2022

Ehwaz è la runa del magico cavallo Sleipnir di Odino. Quando istinto e razionalità tentano la fusione

Avendo sperimentato pienamente il maschile e il femminile assoluto dentro di noi grazie alle rune Teiwaz e Berkana, è giunto il momento della runa Ehwaz che riunisce gli opposti. Questa runa nel suo segno grafico può anche essere vista come due rune Laguz che si specchiano (vedremo più avanti che cosa rappresenta quest’ultima). Una lettera quindi formata nel doppio di un’altra, il simbolo dello specchio: Ehwaz rappresenta l’unione di Animus e Anima, il fondersi completo degli elementi opposti in un eterno movimento. Secondo la mitologia norrena a Ehwaz è associato il leggendario cavallo di Odino, Sleipnir, che aveva otto zampe ed era capace di cavalcare tutti i livelli dell’esistenza e dei diversi mondi norreni. Questo cavallo però non è da solo, seppur magico necessita del suo cavaliere. L’unione tra animale e uomo è totale, solo chi ha sperimentato cosa vuol dire andare a cavallo e ritrovarsi in totale simbiosi con questo splendido animale sa probabilmente di cosa parlo, è una unione che solo il cavallo può dare, è perdersi nell’istinto e ricordarsi allo stesso tempo di doverlo domare.

Questa runa è la fusione completa di maschile e femminile, è assenza di limiti, lo specchio ci viene in aiuto e si scioglie, siamo l’uno dentro l’altro, i confini del volto si confondono in una unione totale che attraversa tutti i piani della coscienza. Potrebbe essere paragonato al Tantra, ci si annienta l’un l’altro per sperimentare l’unità attraverso la dualità della forma. In questo senso, quindi, Ehwaz è la runa della relazione e della coppia: nell’unione tra due persone avviene un continuo confronto e scontro, noi siamo lo specchio dell’altro e viceversa. Questo può infastidirci, creare dissapori ma può anche stimolare, un compagno o una compagna sono arrivati nel nostro cammino con uno scopo preciso, siamo insieme sul cavallo a otto zampe per attraversare i mondi, arrivare agli inferi e poi risalire fino all’arcobaleno. Attraverso la consapevolezza dello specchio che porta Ehwaz possiamo percepire che “io è l’altro”, niente è davvero separato. Esiste un filo luminoso sottilissimo, impercettibile, che lega ogni cosa.

Sleipnir è un cavallo magico, ma pur sempre un cavallo; questa bestia è capace di grande velocità, di imprevedibilità e istinti a volte indomabili, è un animale complicato da ammaestrare e spesso risponde solo a un unico padrone. Ecco perché in antichità si era soliti seppellire il cavallo del padrone a fianco della tomba del suo cavaliere. Il cavallo a otto gambe può però essere colui che permette all’uomo di fare da guida alle anime, una delle funzioni di Odino era infatti quella di psicopompo: le anime dei morti valorosi in battaglia venivano portate nel Valhalla grazie all’aiuto delle Valchirie, figlie di Odino.

Da un punto di vista psicologico Ehwaz, in quanto associata al cavallo di Odino, può rappresentare l’archetipo del Centauro: questa particolare creatura è l’esito di una fusione incontrollata tra l’uomo e l’animale, è l’essere umano che ha seguito interamente gli istinti più sfrenati e ha abdicato alla propria ragione, al giusto equilibrio delle forze. Da tutto ciò che sfugge al controllo e al giudizio si ottiene il mostruoso, l’eccesso misurato in bestia. Nella mitologia greca però vediamo un centauro che si distingue particolarmente: Chirone; saggio e affidabile, sarà lui a educare Achille. Chirone rappresenta l’evoluzione di quell’unione sfrenata, la risoluzione dell’eccesso avendo sperimentato la sfrenatezza, Chirone è il centauro che sceglie di conservare la parte animale ma di farla guidare da quella umana.

Nella quotidianità possiamo praticare Ehwaz quando sappiamo gestire le nostre emozioni, le riconosciamo e diamo un nome a ciò che proviamo. Quando le nostre azioni e i nostri comportamenti sono il risultato di un equilibrio tra le forze razionali ed emotive allora stiamo sperimentato l’unione completa degli opposti, senza resistenza e senza più tensione. Ehwaz è il cavallo conscio della propria potenza che accetta di farsi cavalcare, che accoglie le redini e le briglie.

Clery Celeste