“Viviamo un nuovo totalitarismo, viviamo da morti viventi, ma Dante ci può salvare”: dialogo con Gianni Vacchelli
“La poesia o odia o ama. In entrambi i casi è molesta, o sgradevole, o inopportuna”: una lettera per Julian Zhara
Dal “candidato della Bellezza” allo scapigliato Peter Pan che sbeffeggia l’Italia immobile “come un fachiro instupidito nella contemplazione del proprio ombelico”: breve storia degli scrittori in politica per sketch (Manzoni, Carducci, Verga, d’Annunzio, Dossi)
“Invece di respingere le orde tedesche nel ’39 siete fuggiti, folli di cacarella, fino ai Pirenei…”: Céline risponde coi pugni verbali a Roger Vailland, che voleva scannarlo
Julian Assange non è il neo di Matrix e attendiamo di leggere il suo poema. Ecco cosa scrivono di lui,
“Viviamo nel tempo del ‘discutiloquio’, gli scrittori sono quasi tutti polli d’allevamento delle scuole di scrittura, Philip Roth è il più grande”: dialogo con Matteo Palumbo, il super italianista
“Non esiste nessun libro di poesia come i Cantos”: per capire Ezra Pound dobbiamo volare in Argentina
“Testimoniare l’intestimoniabile”: dialogo con Franco Rella, il samurai del paradosso
“La Bellezza, come la grandezza, non è più di moda. Le Muse si sono stancate dei poeti di oggi, morti viventi”: dialogo con Silvio Raffo
Un tempo in cui i governanti erano reclutati tra i poeti. L’imperatore del Giappone inaugura una nuova era e io sogno di stare sotto il kimono con Murasaki Shikibu, il più grande romanziere del pianeta
Europeista. Ma non troppo. In un discorso finora inedito Thomas S. Eliot ci spiega chi è il “buon europeo”. L’Europa è unita finché non limita le identità nazionali (e non tutti gli europei sono uguali)
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