Eccentrico, imprevedibile, estraneo a tutto & a tutti: sia lode a Cesare Zavattini, l’artista sorprendente
“Una volta mi sono sentito invaso da una vera vertigine, che era più forte della mia volontà…”. Amore e desiderio nei racconti di Federigo Tozzi
“Bisogna che ci sia uno che ti raccolga, ti resusciti, ti racconti a te stesso”: elogio di Salvatore Satta
“I veri scrittori scrivono solo per se stessi e io voglio dissiparmi, amare il cibo, il sesso, calpestare continenti e incrociare volti”: una lettera di Arthur Cravan a Oscar Wilde
“Forse, dopo tutto, sono un impostore che non ha mai scritto libri. Forse sono un falso Jean Genet”
“L’universo era per lui una ferita; ne provava un profondo e indicibile dolore”. Se volete qualcosa di autenticamente moderno leggete “Lenz” di Büchner, uno di noi
“Il Signore delle Mosche” in gioventù fu un Signor Poeta (Ted Hughes lo adorava). Ovvero: la vita lirica di William Golding
“Liala, compagna d’ali e d’insolenze”. L’amore perduto di una grande scrittrice
“Erano le lettere di un uomo allucinato”: l’amore di Thomas S. Eliot per Emily Hale, il fantasma della sua giovinezza
“Il centro della mia vita è la vertigine della solitudine”. Nel precipizio, con Drieu La Rochelle
“Per non sciogliere l’incantesimo anzitempo”. Vladimir Nabokov non è soltanto Lolita: il suo genio ci vampirizza
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