“Noi vogliamo la fine del mondo”. Le lettere di T.E. Lawrence dall’India (a Forster). Ovvero, ritratto di un uomo che fu Atlantide
“Non so che farmene di tale immortalità”. Sull’importanza di leggere Čechov. (Cominciamo con “La moglie del farmacista”)
L’ultimo libro di Le Clézio, uno scrittore troppo perfetto per essere amato. Esegesi del “dio in costume da bagno, un futuro Camus”
“Finché ci resti un uomo d’armi per dare un buon colpo di spada, finché ci resti un solo paesano per dare un buon colpo di falce, bisogna non cedere”. La Giovanna d’Arco di Charles Péguy
“È la natura contraddittoria, multiforme di Davide ad affascinare. Io ho dato voce alle sue donne”. Dialogo con Michael Arditti
“Decenni di esercizio a gravitare intorno all’ombelico avevano reso flaccido ogni pensiero”. Una favola nera di Danilo Breschi: “Sulla soglia dei 160”
Herman Melville a Capo Horn. Il viaggio del 1860 nella lettera al figlio Malcolm. “La nave si piega, terribilmente, soffia neve e grandine, il vento è freddo & aguzzo. All’improvviso, un tonfo, violento – un povero marinaio che giace morto sul ponte”
Che fine ha fatto Adam Diment? Storia dell’inventore dei gialli all’hashish, trasgressivi e dal successo planetario, bello, ricco & famoso, che un giorno sparì dalla circolazione
L’inossidabile successo di Sherlock Holmes (ovvero: è tornato il Dr. House e Conan Doyle pensava che la vita dopo la morte fosse più salutare di questa)
“Tutta la razza dei letterati è porca, specialmente di questi tempi”. In Messico con Antonin Artaud
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