“Scrivendo, mi sbarazzo di me stessa – poi posso riposarmi”. Clarice Lispector, mia madre. Parla il figlio, Paulo. “Ha descritto esperienze personali ed emotive che nessuno di noi sapeva di possedere, di avere al proprio interno”
Guido Piovene: quattro itinerari per una gita inconsueta. Dalle vipere di Croveo alla Scandinavia sulla Sila
“Hiroshima è come una ferita aperta su tutto il genere umano”. Il reportage dello scrittore premio Nobel Kenzaburō Ōe
Sergio Zavoli dettava al telefono le interviste – perfino le virgole –, pareva statuario ma sapeva commuovere. Il suo libro più bello attacca così: “Dalle mie parti un conto è crescere, un altro è venir su…”. Un ricordo
“Sono cresciuto tra torrenti cristallini e interminati silenzi. L’Astrazione? Non fu ideata da Kandinskij, ma da Giacomo Balla”. Dialogo con Roberto Floreani
Prendere pipistrelli per cappelli: le opere di Hemingway sono piene di errori. Gli accademici armano il bisturi, ma il refuso è segno di vitalità!
Bestie che urlano nella pietra. San Leopardo, i martiri, un sarcofago romano tradotto in altare, la vita contro la morte. Un capolavoro nella cattedrale di Osimo
“L’angoscia della tua voce incrinata spezzata da un vento gelido di morte che mi pareva a effetto”. La poesia di Elio Pagliarani a Pier Paolo Pasolini
“Sono famelico di vita, scrivo mentre viaggio, alle istituzioni preferisco una bevuta tra amici, fuggo dai dettami del nuovo ordine mondiale con Rimbaud in tasca”. Intervista a Sylvain Tesson
“Rifugio di un Dio infuriato”. Le poesie di Georg Trakl tradotte da Guido Ceronetti, pugnalata di morfina nel disastro
“Lo Specchio” Mondadori pare il cimitero degli elefanti. Sull’ultimo libro di Roberto Mussapi (a confronto, i Preraffaelliti sono avanguardia scatenata). Ovvero: barricati nel prodigio continuiamo a cercare la poesia altrove
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