“Hai vinto la mia vita come fosse un trofeo”. Un racconto di Nicolò Locatelli, “Il cimitero del mio io”
“Semino e innaffio per poi far marcire tutto”. “Il mulino”, un racconto di Nicolò Locatelli
“Ho scritto questo romanzo perché ero stanco di mentire a me stesso”: dialogo con Emanuele Altissimo (e David Foster Wallace sul comodino)
Caino, Abele e l’esplosione della supernova: dialogo con Raffaele Riba, autore di uno dei romanzi più stupefacenti della stagione (scritto in blu)
Premio Strega: è l’ora del piagnisteo. Neri Pozza si scaglia contro Mondadori, ma nessuno si è mai lamentato perché Usain Bolt vinceva sempre. Il problema, come sempre, è estetico. I libri belli li pubblicano i piccoli editori. Che non sono rappresentati
“Dopo una puntura di Voltaren ho capito che avrei potuto fare il cantante. In effetti, sono come Ian Curtis, ma vorrei tanto essere Thomas Mann”: intervista folle a Nicolò Locatelli, voce e verbo dei Se Naoko
Tutti i segreti dei miei atti osceni. Ma ora scrivo di fedeltà. Dialogo con Marco Missiroli
Il racconto del giorno: “Responsabilità”, ovvero, “puoi permetterti qualsiasi cosa, compresa una vita segreta”
Il racconto del giorno: “Vero secondo cimento” di Luca Baldacci. “Aveva gli occhi grandi, senza pupille. Occhi bianchi”
Il racconto: “Dev’essere stata l’abitudine”, ovvero: “la bacio ma tutto ciò che riesco a pensare è il numero di persone a cui lo avrà succhiato”
Il racconto del giorno: “La seconda regola”, ovvero: “Per le strade della Capitale scorre un flusso ininterrotto di anime”
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