“Andare contro lo slam poetry è da reazionari e troppe riviste sono servili alla gerontocrazia poetica”: Gabriella Montanari risponde alle posizioni avanzate da Matteo Fantuzzi
“Ora vi spiego gli inganni economici che quotidianamente ci propinano. Dall’Euro si può uscire e il debito pubblico è un’arma per colpevolizzarci”: Ilaria Bifarini, economista indipendente, dialoga con Matteo Fais
“Gli slam poetry non sono poesia, ma intrattenimento… dobbiamo ripartire dallo studio, mi preoccupano ignoranza e arroganza”: Matteo Fantuzzi, neo direttore di “Atelier”, dialoga con Matteo Fais
“Se ti attaccano sul piano personale significa che non trovano difetti in quello che fai. In ogni caso, io non mi fermo davanti a nessuno”: Francesca Totolo, la Dama Sovranista, dialoga con Matteo Fais
Le “storie senza eroi” di Michela Murgia realizzano l’incubo distopico di Henrik Stangerup. Benvenuti nel mondo che castra “l’eccellenza individuale” e fa l’elogio delle conquiste femministe in Unione Sovietica
Andrea Temporelli: “Ecco il mio programma biennale per il Salone del Libro. Primo anno solo classici. Poi, esordienti con florilegio di modelle. Infine, tornerò nel segreto della mia cella a vomitare l’anima”
“Caro Davide, non ci daranno mai la direzione: tutti, in fondo, preferiscono la solita minestra, la solita mafietta”; “Caro Matteo, stai tranquillo, tanto sono tutti morti”. Per un Salone del Libro come Fight Club
Matteo Fais & Davide Brullo si candidano a guidare la prossima edizione del Salone del Libro di Torino. Ecco la loro modesta proposta. D’altronde, basta poco per fare meglio di questi mestatori dell’ovvio a cui non importa l’incanto ma l’incasso
Carmen Llera & Alberto Moravia: le lettere. Testo per cultori dell’antesignano di Houellebecq o inutile mausoleo?
“Scrivo per raccontare questa modernità disorientata, senza più legami tra vecchi e giovani”: Halldóra Thoroddsen, scrittrice islandese, dialoga con Matteo Fais
Matteo Fais: “Ve lo racconto io chi sono quelli di Altaforte: dei democratici del c@@@@”; Davide Brullo: “Il problema sono le Edizioni Anfora, che condannano a morte gli autori, e chi si sveglia dal torpore dicendo che Pound è ‘sopravvalutato’”
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