“Debbo fallire; a me il fallimento è necessario”. Ritratto di Angelo Fiore, il Kafka italiano
“Lasciami al mio dilettantismo… l’importante è stupirsi, perdersi, abbracciare una causa persa”. Dialogo con Stenio Solinas
L’unica cosa certa è l’assenza di Dio, l’assurdità del mondo. “L’Impostura” di Georges Bernanos, un libro che fa ancora male
“Meravigliosamente”. Ingresso a capofitto nella mistica cristiana
“Ciò che mi resta, è l’esercizio di impormi la paura, lo stupore”. Scrisse dell’amore e della nostalgia, viaggiò molto, sfidò Lenin, “bastardo e idiota morale”, fu un raffinato aristocratico della forma. Sia lode ora a Ivan Bunin
“Quasi ci fosse del merito a morire”. Charles Dickens, ovvero: sul potere della tradizione. (In UK esce l’ennesima biografia: meglio leggere i giudizi di Larkin e Greene)
Non sopporto la pagliacciata delle “videochiamate”: ho buttato via lo smartphone, leggo, mi fa compagnia Marina Cvetaeva. Torniamo a scriverci lettere!
“Traducevo Joyce e ascoltavo i monaci buddisti che cantavano la preghiera della sera sulla riva del Mekong”. Dialogo con Mario Biondi su “Ulisse”, un monolite
“Fernando Pessoa non riuscì mai a essere davvero sicuro di chi fosse…”. Elogio del poeta imprendibile (che ho scoperto, anni fa, quando Urbino sembrava Lisbona, Bisanzio)
“Quando Gesù sparì dissero, usa la magia!”. Tabari, il genio che voleva raccontare tutta la storia del mondo
Cecil Day-Lewis, il poeta laureato che s’inventò detective. Padre di Daniel, l’attore, fedifrago, voleva essere il Virgilio d’Albione. In Italia non lo traduce nessuno
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