“La cultura è assoggettata al mercato, ma io sogno una poesia a misura d’uomo”: dialogo con Giuliano Ladolfi
“Il nome della rosa”: una fiction a tesi, piena di anticlericalismo altoborghese, soporifera. Ma lo stesso papa che ordì massacri riconobbe il genio di Francesco d’Assisi. L’anima dell’uomo è inafferrabile: raccontate questo!
Il Comune impone all’organizzatore gli autori da invitare: Missiroli, Recalcati, Marzano, Carofiglio… E tutti gli altri? Esclusi. Ecco come si fa a vendere tanto e a vincere il Premio Strega. Esempi di stalinismo culturale
“La letteratura non è evasione, non deve distrarre. La sfida è raccontare il nulla”: Davide Rosso, autore di “La perseveranza”, dialoga con Matteo Fais
“Vorresti che l’uomo diventasse immortale?”: il questionario di Nabokov per la donna doc. T.S. Eliot, invece, s’impegnava a far pubblicare il romanzo lesbo
“Ho indole sgualdrina, io vivo per sentito dire. A Céline preferisco Pelè e Maradona è meglio di Proust”: dialogo con Cataldo Dino Meo
“Perché volevo bene a mio padre, Giovanni Luigi detto Gianni”. Addio a Paolo Brera, il figlio del Gadda del giornalismo (che quest’anno ne compirebbe 100)
“Testimoniare di andare controcorrente, verso la meravigliosa notte stellata”: dialogo con Giorgio Anelli, che ha scritto – in omaggio a Cattaneo – un libro apocalittico e puro
“A occhi chiusi, come guerrieri sonnambuli”: ecco perché bisogna leggere assolutamente Roberto Bolaño (è uno che ti salva)
“Chiunque releghi l’arte negli angoli silenziosi della vita è un imbecille”: elogio di Tommaso Labranca (parte seconda). Uno scrittore troppo geniale per essere pubblicato come si deve
“L’aerosol diventava la cabina d’un caccia a reazione”: cosa vuol dire essere figlio di un poeta. La mia vita con Pier Luigi Bacchini
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