D.H. Lawrence: genio incendiato o santone dei dilettanti? La parola a Geoff Dyer
Lui ha scritto il più bel libro del 2019: si chiama Galsan Sagil, alleva cavalli in Mongolia, ma in questo Paese di editori rionali nessuno ve ne ha ancora parlato…
Aiuto! I morti stanno morendo per sempre – e con loro anche noi. Ecco perché durante le feste, felice come una Pasqua, vago per i cimiteri: perché la letteratura nasce come risposta alla morte…
Discesa agli inferi insieme a Seamus Heaney (portando in braccio Virgilio)
Scriveva solo con il sangue, convinta che lo scrittore è un torero: una lettera d’amore di Marguerite Duras
“Altri hanno potere, e si masturbano con quello”: frammenti di Alessandro Spina, lo scrittore italiano più grande (e mal capito, malcapitato)
Perché non leggiamo più Elias Canetti? Ci fa capire Stormy Daniels, Alma, la donna dagli occhi che sbranano e Wotruba, lo scultore che uccise la pietra
Per salvare la letteratura italiana bisogna fare come Mina, andare in quarantena. Pubblichiamo solo i “classici”: gli scrittori di oggi sono incapaci di toccare le vette di Nabokov e di Thomas Mann e noi non abbiamo tempo da perdere con la mediocrità
Hermann Broch aveva la “testa da uccello”, “non gli interessava vincere” e nelle carceri naziste scrisse il libro più estremo del secolo
Ecco perché “1984” – che compie 70 anni – è un brutto libro (nonostante le intenzioni dell’autore). Eppure, Orwell ha previsto il nostro tempo, in cui nessuno legge e la scrittura è ridotta a un florilegio di tweet
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