“La poesia è formaldeide”. Dialogo con Hannah Sullivan, il bardo dei Millennial 
“Adam”: l’opera prima (e ultima) di Gboyega Odubanjo, il poeta nell’abisso
La carta igienica di Mr. Eliot. Ovvero: le lettere (Volume 9)
“Ma se ti svegli e hai ancora paura ridammi la mano”. Alla luce dei suoi 40 anni, onestà su “L’Indiano” di Faber
“Posa il tuo capo assonnato, mio amore, umano sul mio braccio senza fede”. Auden, l’amante estremo (ovvero: esegesi del poeta assoluto)
“Molte delle sue ultime poesie furono rifiutate per la loro natura estrema”. Sylvia Plath, “Ariel”, la poesia come possessione e tradimento
“Stringo negli artigli la ghianda del tuo cuore”. In onore di Derek Walcott
“Bere e vivere la vita fino alla feccia”: discorso intorno a un racconto ritrovato di Sylvia Plath (brindiamo a una giovinezza tra Dante, Auden e
Thomas S. Eliot? Lavorava tanto, impastava il pane e si faceva i fatti suoi. Nelle sue lettere (un poco pavide) più che scrivere di Hitler, ci comunica che ha una spina nel piede…
Su Philip Larkin, il poeta più grande (lo dicono gli inglesi). In Italia è quasi introvabile. Un florilegio di poesie tradotte da Silvio Raffo
“Era passato da poco il mio settimo compleanno quando Sylvia Plath morì, durante uno degli inverni più duri che l’Inghilterra ricordi. Ho cercato di camminare al suo fianco”: Carol Ann Duffy sulla poetessa del secolo