“Che cos’è il tuo amore?”. Da uno scambio tra Elisabetta Fadini e Franz Krauspenhaar, un dialogo lirico a più voci sull’indicibile
“È stata l’incontro della mia vita, ora non ho più nulla. Ha rappresentato la poesia, era un ossimoro vivente”
Defenestrato da “Linkiesta”, padre Christian Raimo mi battezza: “Sbagli bersaglio”. Io lo invito negli Usa: vestiamoci alla moda di Jane Austen e balliamo sui carri. (Specifico: io sto con i millantatori, i fantasmi, le vittime, le battaglie perse)
Giocando a battaglia navale con Monica Guerritore. Ovvero: alla ricerca del “sorprendente”, lasciando che la vita ci azzanni ai fianchi, divorandoci
“Donne che corrono verso l’annientamento, nel gorgo di un amore straordinario…”. Dialogo con Monica Guerritore
“Noi che viviamo senza fine”. Con Maria Antonietta le storie miracolose di donne imperdonabili. Da Cristina Campo a Emily Dickinson, da Etty Hillesum a Sylvia Plath e Antonia Pozzi, il genio di sparire e il coraggio di essere antipatiche (contro le nostre misere ambizioni)
Contro i poeti, aristocratici del martirio, catechisti dell’invisibile. Un dialogo australe tra Luca Orlandini e Davide Brullo
Una casa editrice cristiana manda al macero i Salmi. Quando le ragioni economiche vincono su quelle spirituali. Tranquilli, i Salmi ve li regalo io (e sono meglio di quelli di Ceronetti)…
“Cosa significa promuovere la propria opera? Io scrivo per dare voce a una sovversione dell’esistente”: Andrea Temporelli s’inserisce a martello nella disputa tra Barbera & Brullo
Gianluca Barbera ribadisce: non bisogna vergognarsi, uno scrittore vuole vendere tanti libri e guadagnare il giusto. Davide Brullo rilancia: lo scrittore scrive per qualcuno che vivrà tra mille anni (o che è già morto)
Gianluca Barbera dice: gli scrittori seri fanno di tutto per vendere i propri libri. Davide Brullo risponde: macché, lo scrittore è l’eroe dei propri scritti, si abbandona alla lascivia del caos
Pagina 3 di 20