Visita vertiginosa alla mostra di Escher a Napoli, ovvero: rimbambito come un simurgh cerco la mia bella bannata dalla realtà…
Facebook censura “Pangea” perché ci piace fare l’amore, non siamo antisemiti e ci fanno schifo i Gulag. Lettera di scuse ai lettori: stamperemo il giornale in casa, ne faremo un aeroplano di carta e ve lo spediamo dalla finestra…
Prepararsi alla venuta della notte: leggere “I racconti di Kolyma” in compagnia di Aharon Appelfeld
“Io però resto un incosciente, sono la negazione dell’accademia, sono assolutamente eterodosso”: dialogo con Alessio Arena, che ha ricreato la New York italoamericana (con sirena)
Inseguendo il clone di Antonio Moresco dopo aver letto “Il grido” (ovvero: perché Moresco scrive sempre lo stesso libro?)
La morte nell’era dei social: dialogo con Davide Sisto. “Dieci anni di post, fotografie, documenti hanno cambiato la narrazione delle nostre esistenze”
Contro l’oscenità della ricchezza. Leggendo Thomas Piketty con Balzac nel cuore. La soluzione è sempre quella: se vuoi diventare ricco sposati una ereditiera
Sono andato in montagna per scoprire che la montagna non esiste, ovvero: un Esopo sulle Alpi
Come si fa a leggere oggi “Il nano” di Pär Lagerkvist? Come si fa a essere sempre e soltanto se stessi? Diario di un lettore frugale e sagace
“Vado molto in motocicletta”: appunti sul carteggio tra Max Brod e Franz Kafka (ovvero: la teoria della coesistenza dei Big Bang e la doppia vita di K.)
Fëdor Dostoevskij piscia, ama, resiste, implora. Sia lode ora a Jan Brokken, che è riuscito a far rivivere (documenti alla mano) il più grande scrittore di sempre
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