Il più grande poeta inglese di sempre? Petrarca... (lo dicono in UK). Da Shakespeare a Mandel'stam, abbiamo insegnato al mondo occidentale a dire l'amare. Dobbiamo esserne fieri
Morire è diventato imbarazzante. Ecco perché la morte è un tabù e i medici sono i nuovi dèi (ma l’obbligo della felicità ci rende infelici)
“Perché volevo bene a mio padre, Giovanni Luigi detto Gianni”. Addio a Paolo Brera, il figlio del Gadda del giornalismo (che quest’anno ne compirebbe 100)
“Testimoniare di andare controcorrente, verso la meravigliosa notte stellata”: dialogo con Giorgio Anelli, che ha scritto – in omaggio a Cattaneo – un libro apocalittico e puro
“A occhi chiusi, come guerrieri sonnambuli”: ecco perché bisogna leggere assolutamente Roberto Bolaño (è uno che ti salva)
Mia Martini, voce di Medusa: ode all’interprete che ha sofferto ogni canzone. Esegesi dei suoi pezzi migliori, “Padre davvero” e “La costruzione di un amore”
Cosa ci fa un poeta morto nel cuore del Consiglio comunale? Da vivo il poeta è un folle e un dinosauro, quando è defunto diventa una cartolina turistica. Pensieri cinici
“Sogno le tue lettere, questi esercizi della latitanza, e pretendo da Dio che il futuro sia un cortile”
Volgare, dispotico, incapace di amare: il fascino cinico di Napoleone secondo Ferrazzi (lo esalta Krauspenhaar)
Se esiste l’Accademia di Francia è tutto merito dei Druidi, che amavano le carriere letterarie: una conferenza di Jorge Luis Borges
“Delirai fino a mostrare della palpebra la norma”: l’epistolario del candore e del dolore di Veronica Tomassini e Davide Brullo
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