“Il nome della rosa”: una fiction a tesi, piena di anticlericalismo altoborghese, soporifera. Ma lo stesso papa che ordì massacri riconobbe il genio di Francesco d’Assisi. L’anima dell’uomo è inafferrabile: raccontate questo!
“Tranquilli: state male. E starete sempre peggio”. È ora di fare i conti con
Benvenuti a teatro: il Maestro Massimo Giletti è meglio di Carmelo Bene e il siparietto con Salvini è da applausi, sembrano Wanda e Maurito
Fuori luogo, fuori schema, silenzioso, antipatico: tanti auguri a Roberto Baggio, il Piccolo Buddha del calcio italiano che ci ha fatto credere che gli arcangeli giocano a pallone
San Valentino: ecco come lo festeggiamo! Meglio Umberto Palazzo, il Mogol delle passioni disperatissime, o il portiere della notte di Enrico Ruggeri?
“Vado avanti per la mia strada”: Manuel Bortuzzo è l’eroe di questa Italia martoriata (mentre i due che gli hanno sparato ne rappresentano gli aspetti più disgustosi). E la tivù specula sul dolore…
Non esiste più il Festival di una volta, ora è una puntata di “Uomini e donne” che dura cinque lunghi giorni. Altro che la trap: rimpiangiamo i Matia Bazar, Massimo Ranieri, il Renato Zero di “Ave Maria”…
“Tutti mi danno dello scrittore rosicone, ma la colpa è di Esopo (e pure di Fabrizio Corona)”: Francesco Consiglio contro il gregge dei social per cui se critichi qualcuno sei uno sfigato
No, non è Mahmood che ha vinto il Festival di Sanremo: della sua canzone importa a nessuno. Cronaca delle oscenità giornalistiche compiute dai quotidiani politicamente corretti
Nel delirio contemporaneo Nek (che andava di moda vent’anni fa) cita Borges... Rincuoratevi leggendo la lettera in cui Stevenson scrive che Melville “è un gran figo”
A proposito di Festival di Sanremo… Pasquale Panella, quello di “trottolino amoroso” e del sodalizio mistico con Battisti, mi piace, mi svena, mi rende indecente
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