skip to Main Content

“Il mare di Lombardia non è solo una suggestione letteraria ma un’insinuazione antropologica. In Lombardia c’è il mare, e l’involontaria poesia di questo popolo altro non è che vita”

Da febbraio in libreria il secondo volume della collana Dispacci Italiani (Les Flaneurs Edizioni). “Per guardare in faccia questa terra con onestà e senza infingimenti storici e politici”, hanno scritto Izzo, Viganò, Morazzoni, Fortichiari, Ferri, Predicatori, Mearini, Garlaschelli, Vallorani e Corbetta. In appendice, un breve omaggio a Un amore di Dino Buzzati: il sentimento di un borghese verso la Laide (ballerina della Scala) che gli fece perdere la testa (e scrivere uno dei romanzi più belli del Novecento).

Un’occhiata oltre la nebbia (quella di Valeria Viganò); un lucido sopralluogo sulle rovine di quello che avrebbe dovuto essere il più grande casinò d’Europa (firmato Stefano Izzo, uno dei migliori editor italiani al debutto nella narrativa); la concreta convivenza con i laghi e le montagne (nelle pagine di Marta Morazzoni) e quella un po’ più onirica col mare (in quelle di Valentina Fortichiari); il primo vagito della Lega Lombarda (Stefano Ferri) e la complessa antropologia dei milanesi (di cui scrivono invece Paola Predicatori, Elena Mearini, Barbara Garlaschelli, Nicoletta Vallorani e Stefano Corbetta). E’ un piccolo gioiello editoriale il secondo volume della collana di reportage narrativi Dispacci Italiani. Viaggi d’amore in un Paese di pazzi, pubblicata dall’editore Les Flaneurs.

Nel mare di Lombardia, che prende spunto da un brano di Ivano Fossati, è molto più che un ossimoro ma una intelligente provocazione che offre moltissimi spunti di riflessione. A cominciare da quelli che lo stesso volume segnala nel risvolto di presentazione dell’opera:  “[…] non la regione perfetta e irraggiungibile, l’irritante ‘prima della classe’ perennemente sovraesposta, ma la terra vulnerabile che abbiamo conosciuto meglio – purtroppo – solo a causa della pandemia. Per raccontarla così com’è, i nostri autori hanno rinunciato innanzi tutto ai muscoli della Lombardia, hanno ricusato il cliché della ‘locomotiva italiana’  e proposto invece la seduzione di una terra nostalgica, persino timida”.

Passando per la suggestione critica che tiene insieme questi racconti scritti innanzi tutto con vigile e tangibile passione: “[…] Molto spesso è la nebbia a stabilire l’umore della gente, l’uggiosità dei giorni a orientare la suscettibilità dei milanesi, il termometro delle campagne a negoziare il difficile rapporto tra città ed entroterra. Non tutti lo sanno, ma anche in Lombardia c’è il mare. Ci sono giorni in cui lo si può ammirare chiarissimo, limpido, manifestarsi all’improvviso tra le corse indaffarate e le ansie del viavai. Ed è molto più che un semplice mare. Un desiderio, anzi un’ossessione. Sillabato come da bambini si fa a scuola, sussurrato tra le cose inconfessabili, guardandosi attorno ‘così come parlano i pazzi’ (cit. Alda Merini). Per queste terre barricate tra montagne, circondate da laghi e condannate all’infallibilità, ‘Il mare di Lombardia’ non è solo una suggestione letteraria ma un’insinuazione antropologica. In Lombardia c’è il mare, e l’involontaria poesia di questo popolo – stesa ad asciugare lungo la riva – altro non è che vita”.

Oltre a Stefano Izzo (Miglior editor 2019, qui in veste di autore); Valeria Viganò (suo Il piroscafo olandese, da molti ritenuto un classico); Marta Morazzoni (premio Campiello alla carriera, 1997); Valentina Fortichiari (premi Rapallo e Deledda, 2010); Paola Predicatori (premio Leonida Repaci, 2012); Barbara Garlaschelli (premio Scerbanenco 2004, finalista premio Strega 2010); Elena Mearini e Stefano Corbetta (tra le voci più autentiche della nuova narrativa); Stefano Ferri; Nicoletta Vallorani (finalista Bagutta 2011, autrice di noir e romanzi tradotti in varie lingue); il volume si arricchisce di un piccolo omaggio a Dino Buzzati (tratto dall’antologia curata da Paolo Nori Repertorio dei matti della città di Milano, pubblicata da Marcos y Marcos). Si tratta di un breve brano in cui si fa riferimento all’ossessivo innamoramento che portò Dino Buzzati ad ammalarsi per una ballerina della scala, quella che poi sarebbe diventata la Laide dello straordinario romanzo Un amore (Mondadori, 1963). Il volume inoltre ospita un ampio repertorio fotografico (tutto a colori), a cominciare dal servizio fotografico di Samuele Silva (in copertina il suo racconto per immagini di Consonno, la Las Vegas di Lombardia mai nata e oggi divenuta meta di shooting e discariche varie) e proseguendo con le suggestive immagini di Raffaele Rutigliano (racconto di Barbara Garlaschelli) e Gaia De Luca (racconto di Nicoletta Vallorani).

La prossima uscita della collana Dispacci Italiani èdedicata alla regione più a Est del nostra Paese. Il volume Puglia, la sposa promessa (in uscita a maggio) ospiterà le firme di Nicola Lagioia, Gabriella Genisi, Roberta Pilar Iarussi, Giovanni Rinaldi, Chicca Maralfa, Nicky Persico, Carlo D’Amicis, Cosimo Argentina, Livio Romano, Ilaria Palomba ed Edoardo Winspeare.

Continua a leggere su Pangea

Back To Top
Cerca