“E vedo il sole tramontare con gli occhi di Kerouac”. 50 anni fa: il giorno in cui Allen Ginsberg seppe che il suo amico Jack era morto
“La critica giornalistica è in uno stato confusionale… esiste un terrorismo culturale, e funziona”. Guido Piovene ci spiega perché stroncare è meglio che elogiare. Il suo “manifesto” scritto 45 anni fa vale all’eccesso oggi
Nessuno vuole le stroncature, apriamo uno spazio pubblico. Sergio Claudio Perroni stronca Maurizio Cucchi, “si danna a strimpellare versi ma gli vengon fuori stecche e stonature… a Mauri’, mó facce Tarzan!”
Il catalogo è questo! I libri più belli di Harold Bloom (dallo strambo a quello impubblicabile), lo studioso dello straordinario
“Io non mi lancio nell’invisibile per disprezzare il visibile, trovo più bellezza nel fiato cupo e potente di un orso che si alza in piedi e ti guarda dritto negli occhi che nel migliore dei versi di Yeats, voglio solo respirare e perdere a modo mio”
La Croce in classe: due opinioni a confronto. La cristiana cattolica e l’uomo a precipizio sull’abisso
“Silence” è il film più incompreso (e meno redditizio) di Scorsese. Peccato. È un capolavoro perché investiga il lato oscuro della fede, l’abiura come mistica, l’inganno come liturgia
Giocando a battaglia navale con Monica Guerritore. Ovvero: alla ricerca del “sorprendente”, lasciando che la vita ci azzanni ai fianchi, divorandoci
Tutti si avventano sul corpo di Pasternak: esce un romanzo che ricama intorno a “Zivago” (pagato profumatamente) e la pronipote di Boris mostra le unghie querelando l’autore. Meglio tornare alle poesie…
“The Irishman” è un capolavoro (ovviamente). Ma a me interessa altro. Robert De Niro trova il coraggio di pubblicare i diari del padre, artista, che confessa i suoi demoni, l’omosessualità, l’amore severo e totale per il figlio
“Disumano è che il medico divenga l’assassino del paziente”: Gian Ruggero Manzoni su eutanasia e misure palliative
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