90 anni fa nasceva Paolo Poli. Florilegio di cattiverie di un grande uomo e di un artista immenso (Pasolini? “Mi riteneva uno str*nzo. Lui voleva i ninettidavoli, i brufoli, gli piaceva il sesso bestiale, non era bello ma lo faceva venir duro, specie alle donne”)
“Ho vissuto innumerevoli epoche, forse è la fine dei tempi. Nell’attesa, faccio esercizi di flessione”: per i 25 anni dalla morte di Eugène Ionesco (e chi se lo fila più?)
23 aprile: il giorno in cui nasce (e muore) William Shakespeare. Gita al cospetto del (brutto) monumento funebre del Bardo nella chiesa di Stratford-upon-Avon
100 anni fa la prima regia di Anton Giulio Bragaglia: elogio del gran genio del teatro italiano. Ovviamente dimenticato
“Ma l’uomo crocifisso sul Golgota non si chiamava Gesù Cristo bensì Artaud…”: pensieri su Antonin, un ago che ti buca le pupille per farti vedere meglio
Sarah Kane è stata una stella cometa: 20 anni dopo, elogio della figlia di Antonin Artaud che ha portato il disagio in platea
“Questo mestiere non lo c**a più nessuno”: pochissimi oggi possono permettersi di mettere in scena Pirandello. Ecco perché i “Sei personaggi” versione bonsai di Scimone+Sframeli è superbo
Woland sembra il Joker di “Batman” e Ponzio Pilato ascolta i Rolling Stones: sul “Maestro e Margherita” di Bulgakov in scena
Se Walt Disney fosse vivo ci farebbe un cartone animato: quella volta che Franca Rame mi ha scritto… Ovvero, sull’irresistibile brio (diciamo così) di Valentina Lodovini
Čechov non smette di volare: ipotesi di “Gabbiano” dopo gli spettacoli-maratona di Nekrosius. Ovvero: ode a Giancarlo Nanni e a Manuela Kustermann
Il Grande Fratello è la Rete: sul “1984” di Matthew Lenton (con il ‘peterpanismo’ imbarazzante degli adulti in appendice)
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