Contenere l’incontenibile: “Harry l’aratore”, una poesia di Gerard Manley Hopkins tradotta da Andrea Ponso
“Dopo di lui, non c’è nessuno da amare nella poesia”. William Carlos Williams, il capolavoro dimenticato e Pound con le tette al vento
“Come le sfingi immense e sole, rivelano sogni infiniti”. Una poesia di Charles Baudelaire, “I gatti”, tradotta da Giorgio Anelli
“È un grande uomo, il più glorioso che abbia mai conosciuto”. Oscar Wilde a casa di Walt Whitman (e altre dicerie)
“Venuta la sera, entro nelle antique corti delli antiqui huomini”: la poesia come riconoscenza, dedizione, amicizia, chiosa a un testo implicito. Su alcuni libri di Salvatore Ritrovato
“Povero Crane, un poeta autentico schiavo della dissipazione…”. Su Hart Crane, l’inafferrabile  (una manciata di lettere e l’amicizia con Lovecraft)
“Come un tempo, il poeta deve dare la sua vita in dono alla Bellezza”. Audace, frivola, ribelle: Edna St. Vincent Millay
“Posa il tuo capo assonnato, mio amore, umano sul mio braccio senza fede”. Auden, l’amante estremo (ovvero: esegesi del poeta assoluto)
“E l’Onnipotente ha fatto me come suo contrario”: Blake e Cowper, due anime sull’orlo del precipizio, poeti tanto eccelsi da meritarsi il manicomio
“Non sognate di seguirmi nel mezzo delle fiaccole”. Per Remo Pagnanelli, poeta intransigente
“Si elevavano al cielo e ne penetravano gli abissi infiniti”. Thomas Merton, il poeta dell’inquietudine
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