“Sono pronto a ridurre tutto in schegge e a mettere tutti in ginocchio”. Discorso intorno alla Rivoluzione russa (e analisi del concetto stesso di “rivoluzione”). Con poeti in sottofondo
“La questione principale è dire il vero, non mentire mai a sé stessi”: discorso sulla poesia di Stefano Simoncelli, alla ricerca della voce unica e “perfettissima”
“No, quella su Instagram non è poesia: non si scrive per un pollice alzato, ma per restare. Per questo, leggo Sbarbaro e obbedisco a un vuoto sconosciuto”: dialogo con Matteo Bianchi
Thomas S. Eliot? Lavorava tanto, impastava il pane e si faceva i fatti suoi. Nelle sue lettere (un poco pavide) più che scrivere di Hitler, ci comunica che ha una spina nel piede…
“Non mi canterete un canto serale all’altezza del mio male?”. Storia della Musa più affascinante (e misteriosa) della poesia del Novecento
“Avrebbe potuto essere un Walt Whitman pieno di ironia europea, invece: che fine ha fatto Auden?”: quando il malizioso Philip Larkin sfotteva il divino Wystan
“Questo è un germoglio del cervello”: abbiamo preso la Storia a morsi (e sepolto Dio) traducendo Emily Dickinson. Ovvero, un esempio di come si può fare scuola intorno a una poesia
“Combatto lo stupidume moderno e la società appiattita sul consumo con i volti e i versi dei poeti, da Pasolini a Sylvia Plath”: Simone Mestroni ha inventato “Città della Poesia”
“A proposito del ruolo misterioso che ha svolto Sylvia nella mia vita”: due lettere di Ted Hughes a Seamus Heaney, il “dio marino”
“Dì ciò che il fuoco esita a dire, e muori d’averlo detto per tutti”: René Char e Paul Celan, poeti dell’impossibile. Dialogo con Marco Ercolani
“Caro Nikolaj, io, Thomas S. Eliot, sono stato poeta, fui l’aedo dello scrupolo critico, ho lottato contro le forze del caos”: una testimonianza letteraria eccezionale
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