“Da piccolo volevo fare l’esploratore… e sono diventato un… africanista!”. Manuela Diliberto dialoga con Giobbe Covatta
“L’individuo non esiste, è un’astrazione, noi siamo società… Quanto a me: non scelgo, mi lascio sedurre”. Manuela Diliberto dialoga con Stefano Bonaga
“A Palermo mi hanno dato del comunista, a Torino del fascista… ci mancava pure che mi dicessero juventino!”. Manuela Diliberto dialoga con Gian Carlo Caselli
“Il sociale non c’entra nulla con le elemosine. Io, poi, prendo sempre le strade difficili”. Manuela Diliberto dialoga con Donata Perelli
“Sono antipatico, fortunatissimo, mi piacerebbe essere Kafka”. Dialogo con Gad Lerner
“Basterebbe scegliere di scardinare la porta di casa... Ho inseguito e intervistato chi ha fatto scelte scomode”
Grandi speranze. “Avrei ottenuto ciò per cui ero venuto. Avrei visto Salinger dal vivo...”. Quella volta in cui, a Copenaghen, il grande scrittore Nils Schou mi apparve come un pifferaio magico vestito di bianco
Grandi speranze. La mia educazione sentimentale fondata, a 16 anni, sull’amore lacerante, impossibile. Colpa dell’“Indifferente” di Marcel Proust
“Grandi Speranze”. Cosimo sull’albero, il Covid preso a Londra e una irrefrenabile passione per i classici inglesi del ’700. In fin dei conti, è tutta colpa di Calvino
Grandi Speranze. Avevamo occupato l’università e “La Signora delle Camelie” cambiò la mia vita: da allora ho scelto di schierarmi dalla parte di tutte le Marguerite del mondo
“Andai a cena con Ettore Scola. Quel nome altisonante mi paralizzava. Scoprii un uomo che amava gli uomini, li riteneva importanti e preziosi, tutti, fino all’ultimo”. Recensione di un libro in forma di stupore
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