“I miei libri mi disgustano, e riguardo al Nobel… fuggo le celebrazioni, non sopporto i luoghi ufficiali, ne uscirò sconfitto”: le confessioni di Albert Camus
“Sarò trasformato in una parola”: riscopriamo Nichita Stanescu, il poeta che mangiava le libellule, usava la spada e il verbo, in battaglie senza tempo, e fu candidato al Nobel
Inseguendo il clone di Antonio Moresco dopo aver letto “Il grido” (ovvero: perché Moresco scrive sempre lo stesso libro?)
La Chiesa è il McDonald’s del sacro: omelie veloci & banali come hamburger per rincretinire le masse (e i preti esultano). Per fortuna c’è Ceronetti e Gesù il rinnegato che ci morde la faccia
Bartolo Cattafi, l’imperdonabile della poesia italiana: dialogo con Ada De Alessandri Cattafi
“Mi sento avulso dalla mia generazione e dal mio tempo”: sulla poesia di Carlo Tosetti
“Un Geremia dei nostri giorni”: W. H. Auden fu folgorato da Cioran. Ecco la recensione uscita nel 1971 sulla “New York Review of Books”
Talete, l’uomo che ebbe il coraggio di sostituire gli dèi con un bicchiere di acqua fresca. La prima puntata di “Fake Filosofia”
L’amore impossibile, immutato: Marco Sonzogni ha scoperto l’amuleto che Montale ha donato a Clizia. Dialogo tra pettegolezzo e poesia
Fitzgerald è diventato pop: quella volta che Gatsby prese a pugni un tassista a Roma… Matteo Fais dialoga con Antonio Merola su “F. Scott Fitzgerald e l’Italia”
Libri pieni di gente morta. Ovvero, ecco perché mi piace tanto Franco Arminio (ma anche Juan Rulfo non scherza)
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