“Non voglio uscire di casa, ma il futuro sarà meraviglioso, questo è certo”: David Lynch parla
“Sono attratto dal mondo sotterraneo”: Ilaria Palomba dialoga con Gabriele Galloni (che redige un manifesto lunatico del “Gallonismo”)
“Datemi pure dell’imbecille, ma oggi stiamo meglio di ieri. Negli anni Cinquanta faticavano perfino a cambiarsi le mutande…”: in memoria di Michel Serres. Una intervista
“Lasciate che qualcuno si prenda cura del lato avventuroso che è in ciascuno di noi… scrivo per dimostrare che il romanzo non morirà mai”: dialogo con Gianluca Barbera
“Perché nessuno deve morire veramente”: dialogo con Daniele Mencarelli
“Io uso la letteratura per dare il colpo di grazia e sono il peggiore alunno del mio unico maestro: me stesso”. Dialogo con Giordano Tedoldi
“La poesia è chiassosamente praticata da troppi, pur essendo cosa per pochi”: dialogo con Nanni Cagnone (a partire dal suo Parmenide)
“Non credo alla poesia come amplificatore dell’ego perché aspiro al bene, ho fede nel bene”: dialogo con Antonio Trucillo (ovvero, sulla poesia come opera di misericordia)
“Prego il Padre Eterno affinché faccia vivere Adriano Celentano più a lungo di me e mi risparmi di vedergli intitolare piazza Duomo”: Patrizia Valduga parla del suo ultimo libro con Matteo Fais
“Stiamo cedendo la responsabilità delle nostre scelte alle macchine”: Ian McEwan parla del suo ultimo romanzo
“La musica classica è fragile, imprendibile, imprevedibile e i musicisti non sono meno preziosi dei medici o dei panettieri”: Francesco Consiglio dialoga con Nicola Campogrande, compositore, musicologo, scrittore
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