Quando i ghepardi saettavano lungo la spiaggia di Riccione. “Se diamo il potere all’inappropriato è impensabile l’errore: tutto vive nel miracolo”
“Un’alba piena di cani, ecco, un’alba simile alla testa di un dio bambino, sbranato, decapitato”. L’ossessione per le lettere d’amore. “Pangea” finisce in una (sontuosa) tesi di laurea
“Si paga ciò che si è amato, è per l’amore sbagliato che si muore”. Il figlio di Boris Pasternak. Un racconto
“Tuo figlio ha lo sguardo di fuoco e il viso come l’alba”. Il romanzo del giovane Gengis Khan
“Cercava quello, il cristallo che è in ogni uomo. Tutti avevano segretamente paura di lui”. Il romanzo del giovane Gengis Khan
“La prima parola che disse Temüǰin, dopo essere stato a lungo senza parlare, fu morte”. Il romanzo del giovane Gengis Khan
Aureola e ghigliottina. Un racconto. “Tra 123 anni le fondamenta della casa, ingabbiate dalle radici, cederanno, si diceva, e quella casa starà nelle mani di un bambino”
“Vivo nel centro del nervo solare, intanto tiro a scomparire”: pubblicate Dario Villa, il poeta che svela l’ipocrisia dei poeti (e ha tradotto magnificamente Blake)!
Nuovo vocabolario del virus: “casa”, “clausura”, “prigionia”. Fare della propria casa il luogo dell’esclusivo e non dell’esclusione
“Il lupo” di Giancarlo Sissa, una parabola per questi tempi estremi. (In appendice: la storia di come sono passato dall’essere l’erede di Baricco a un vagabondo del linguaggio)
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