Altro che Festa del Lavoro, il lavoro è una festa! Non dobbiamo lottare per gli stipendi più alti perché noi siamo impagabili; non dobbiamo lavorare a testa bassa, ma a testa alta, fieri della nostra scelta
Sull’arte (inutile) di avere sempre ragione. Voler imporre le proprie idee non è che un tentativo di sopraffazione e di annientamento di chi è diverso da noi. L’editoriale di Gianluca Barbera
“La vita è nulla senza follia, e io non contemplo la vita – io vivo, ardo”: torna in scena (ancora) “Malatesta”. Avete visto, cari baroni dell’editoria e della cultura, che Henry de Montherlant è tanto aristocratico da essere pop?
Anthony Burgess riscrive l’Inferno di Dante: l’uomo è reso insignificante dalle macchine e annientato dallo Stato. In UK urlano al miracolo: scoperto il sequel di “Arancia meccanica”. In realtà, lo sappiamo da sette anni
A Siena con il Barbera. Ovvero: ecco perché gli intellettuali non contano nulla e gli scrittori in tivù fanno la figura dei fessi. Gita con l’Orson Welles della letteratura italiana (con consigli per scrivere un capolavoro)
L’alpinista assomiglia al poeta, riesce ancora a sognare e sa che l’inesplorato confina con la morte. Discorso su altezza, meraviglia, fatalità, idea e Ade
Israele ha vinto! Tra poco verranno “desecretati” i documenti nascosti di Franz Kafka (e c’è chi spera nel capolavoro inedito e inaudito). Storia del più grande scrittore del secolo ostaggio di un amico, di un’amante, di un tribunale, di uno Stato…
Pensieri sul corpo ustionato di Notre-Dame. Più che la rissa dei mecenati, ora, è tempo di capire i segni, di mormorare il digiuno e di dialogare con il fuoco e con il sacro
Sia onore, ora, a Bibi Andersson: con lei è morto definitivamente il cinema di Ingmar Bergman (un tempo, l’abbecedario del buon europeo)
Discorso intorno alla fotografia del buco nero M87. Ovvero: i poeti devono riappropriarsi del cosmo. D’altronde, Pascoli cantava “le solitarie Nebulose” e Majakovskij voleva interrogare Einstein
Elogio della maestria contro il blabla dei talk televisivi. Ovvero: Maurizio Pollini e Tanizaki ci aiutano a capire il valore della dedizione marziale, dello studio, del silenzio, della forma pura
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