La traccia su Ungaretti agli esami dimostra che lo Stato ritiene inutile la poesia. Ma non potrebbero far scrivere una poesia agli studenti? Figuriamoci, li vogliono carini, coccolosi, servi. Rilancio con Yves Bonnefoy, a tre anni dalla morte
Vacanze romane con Sylvia Iparraguirre. L’icona della letteratura argentina fa un giro alla “Sapienza”, mi parla di Borges, si sdraia sul petto di Walt Whitman e dice, “le parole sono pericolose”
Attenzione! La lettera di Julio Cortázar non è di Julio Cortázar. Ovvero: sull’arte sublime (e necessaria) dell’apocrifo. Rilanciamo con una silloge di poesie dello pseudo-Saint-John Perse
Era già tutto previsto, che ovvietà! Ecco come ho fatto, tre mesi fa, fuori dai giri e dai troni, a prevedere la fatal Cinquina del Premio Strega… (In allegato: ribadisco la mia personale cinquina)
Viva la vita! Dopo trent’anni ho trovato il certificato di morte di mio padre: perché? Nel giorno di Pentecoste, scavando nel passato, il mare è sconvolto da legioni di meduse morte (ma è buon senso non interpretare i segni…)
Che cosa c’entra Instagram con Giovanni Boldini e il Giappone medioevale? Piccolo discorso sulla bellezza da social. Di noi mostriamo tutto, fino allo sperpero, tranne l’unica cosa, il mostro
“Non abbandonare la cura con cui regoli il tuo cuore su queste tenerezze parenti dell’autunno”: intorno a una poesia di René Char (in traduzione d’eccellenza, introvabile)
“Gli argomenti della cultura Giusta, quella Buona, sono sempre fragili, e perdenti, di fronte a un raffinatissimo pensatore da strada”: Cioran vs. Ionesco. Un dialogo tra Luca Orlandini e Davide Brullo
“Quando, ogni volta che incontri qualcuno e gli chiedi ‘cosa fai’, e risponde sereno che di mestiere fa l’artista o lo scrittore, e sai già che ti trovi di fronte a un sotto prodotto dell’artista e dello scrittore, e il tuo primo impulso è quello di tirargli a bruciapelo un pugno in faccia”. Solare incenerimento del mondo moderno da parte di un solitario
Cosa ci insegna la fisica quantistica sull’arte della politica? Ovvero: perché di fronte all’ingiustizia sentiamo il bisogno etico e irrefrenabile di agire
Andrea Temporelli: “Ecco il mio programma biennale per il Salone del Libro. Primo anno solo classici. Poi, esordienti con florilegio di modelle. Infine, tornerò nel segreto della mia cella a vomitare l’anima”
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