“Da bambina rubavo le rose”. Sia lode a Clarice Lispector, la scrittrice estranea al mondo, una Marlene Dietrich che scriveva come Virginia Woolf e divorava i libri come fossero amanti
Ho scelto di mettermi in quarantena, cioè di attraversare il deserto, nel miracolo della prova, della fame. Siamo nell’era delle Chiese mutilate dal virus
Virus batte Dio 10 a 0. L’invisibile ci attrae, ci atterra, ci terrorizza. Viaggio pandemico verso la bellezza eclatante
Roberto Herlitzka, il re del teatro italiano, riparte da zero, sovverte i canoni della cultura italiana, mette in ridicolo i cliché della fama con la miracolosa nobiltà del rischio. Un incontro
Samuel Beckett va letto come un mistico. Ovvero: sull’arte della scrittura come preghiera incessante
“Amate i vostri nemici, benedite chi vi maledice, pregate per chi vi infama”. Piccolo elogio della trasgressione
Sono diventato la musa di Stefano Simoncelli, continua a dedicarmi poesie! “Certe volte sembro un banco di nebbia… altre sono pulito come un vetro”
Cronaca del giorno: le locuste in Africa ci riportano alla Bibbia. (Il denaro ci divora con moltiplicata ferocia e io continuo a guardare la luna)
Piccolo discorso sull’importanza della contraddizione. (O meglio: l’eletto non passa per le elezioni)
“Non esiste sogno che regga il confronto con la realtà”. Sulle lettere di Emily Dickinson (testi & intervista alla curatrice)
“Teoricamente, sono un fantasma. Lo yiddish è una Siberia letteraria: ma è meglio scrivere in una lingua morta che adattarsi alle leggi del mercato editoriale”. Un articolo memorabile di Isaac B. Singer
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