“Nessuno ha il diritto di dominare sul prossimo, impunemente”. Il discorso di Joker (Joaquin Phoenix) agli Oscar

Posted on Febbraio 10, 2020, 10:52 am
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Secondo l’Academy il miglior attore è lui. Joker a Hollywood: pare un paradosso, l’etica del ‘mostro’ nel luogo della norma. Joaquin Phoenix piglia la statuetta dello zio Oscar dopo quattro candidature – la prima per “Il gladiatore”, un’era cinematografica fa. Nel 2009, per lo stesso ruolo – Joker, appunto – benché secondario – “miglior attore non protagonista” – l’Oscar è andato, postumo, a Heath Ledger. Joaquin, classe 1974, ha vinto, interpretando Joker, tutti i premi possibili; sul palco, maneggiando la statuetta, ha fatto un discorso interessante. (Qui ne diamo la traduzione). L’idea ecologista, non proprio originale, si salda su una vita autentica, ‘maledetta’, sigillata dalla frase del fratello di Joaquin, River, talento assoluto, morto a 23 anni. In quanto Joker, avrebbe potuto inneggiare all’arroganza dell’estro contro il placido quotidiano, al morso rispetto all’abbraccio. Amen.

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Non ho altro che la gratitudine, ora. Non mi sento migliore di nessuno dei colleghi che sono stati nominati, non sono migliore di chi che è in questa sala, perché siamo congiunti dallo stesso amore, l’amore per il cinema. Il cinema, questa forma di espressione, mi ha concesso una vita straordinaria. Non so dove sarei senza di essa. Ma credo tuttavia che il dono più grande sia l’opportunità di dare voce ai senza voce. Ho pensato ad alcuni dei problemi più angoscianti che abbiamo vissuto, collettivamente. Ci siamo fatti sentire come sostenitori di cause differenti, eppure io vedo una causa comune. Penso che se parliamo di diseguaglianza di genere, di razzismo, di diritti per gli omosessuali, gli indigeni, gli animali, parliamo sempre e comunque di lotta contro l’ingiustizia. Parliamo, cioè, di una lotta contro la certezza che una nazione, un popolo, una razza, un genere, una specie abbia il diritto di dominare e usare e controllare le altre impunemente. Siamo dissociati dal mondo naturale. Molti sono colpevoli di una visione egocentrica, crediamo di essere al centro dell’universo. Deprediamo la natura delle sue risorse. Ci sentiamo in diritto di inseminare artificialmente una mucca, di rubargli il figlio, nonostante le sue grida di dolore siano inconfondibili. Prendiamo il suo latte, destinato al vitello, lo mettiamo nel caffè, vi tuffiamo i cereali. Temiamo l’idea di un cambiamento perché pensiamo di dover sacrificare qualcosa, di rinunciare a qualcosa. Ma gli esseri umani, nella migliore delle loro possibilità, sono così creativi che possono inventare e sviluppare modi di vita che diano beneficio a tutti gli esseri senzienti e all’ambiente.

Sono stato un mascalzone per tutta la vita, sono stato un egoista. A volte sono stato crudele, sono stato un uomo insopportabile e ringrazio chi in questa stanza mi ha dato una seconda possibilità. Questo è l’uomo al suo meglio: sostiene il prossimo. Non dobbiamo annientarci per i nostri errori, ma aiutarci a vicenda, per crescere. Educarci a vicenda, guidandoci verso la redenzione. Quando aveva 17 anni mio fratello River scrisse questa frase: “affrettati ad aiutare con amore, la pace seguirà”.

Joaquin Phoenix