Tutta una questione di cibo… ma è troppo facile credere con la pancia piena. Bisogna ridurre l’intestino a un serpente e affilare i denti per mangiare Dio
Non siamo una massa di pecoroni, ma pecore che desiderano farsi macellare per il bene altrui. La Legge rende schiavi: l’unica legge è riconoscere se stessi
Io sono il “non sono io!”. Giovanni ci insegna che dobbiamo essere inattesi e indistinguibili, un deserto. Dio è il grande fabbricatore di nomi e la Bibbia il registro delle parole possibili
Dio è il grande carnivoro, la sua dentatura è più vasta della Rosa dei Beati. Il cristiano è il Suo pasto permanente
“Il mio è un Caino fasciato dalla nostalgia”: Alessandro Rivali pubblica una porzione del poema a cui lavora da anni, tra Pound e la “via della spoliazione”
Il cristianesimo non rassicura, esiste finché qualcuno dubita, è una sparatoria di vetri
Il cristianesimo è prima di tutto una rivoluzione linguistica, una rivolta contro la grammatica. Solo i poeti hanno “lingue di fuoco”. Ma nessuno li ascolta
“La Chiesa dovrebbe essere il mattatoio dell’anima”. Cronache dalla fine: dialogo con Don Claudio, il sacerdote che lotta contro il Nemico (quello vero)
Prima di ascendere bisogna mangiare il fango. Il Risorto risuona in Rimbaud e schianta le velleità del prossimo Governo (!)
Dio è l’infinito sessomane, ama fino a uccidersi. Noi siamo capaci di dare la vita per amore? (Non è lussuria, ma il lusso del dono)
Meglio una vita da pecora che un giorno da lupi. Ovvero: chi ha il coraggio di sacrificarsi per un altro? Catabasi nella parabola del “buon pastore”
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