“Capisci, lo zero è la mia presenza”. Diario di Davide, scritto dall’ordalia del congedo
“E ogni volta mi è toccato di sperimentare la spietatezza del mondo, che dal poeta non vuole opere e pensieri, ma una personalità”: lasciate da parte i biglietti per l’India, questo è l’Hermann Hesse più autentico (da tatuare in faccia a troppi scrittori narcisi nostrani)
“Saper amare senza la nitidezza del grazie (dicono che abbondino lupi nell’altro mondo)”: Diario di Davide
“La vita è nulla senza follia, e io non contemplo la vita – io vivo, ardo”: torna in scena (ancora) “Malatesta”. Avete visto, cari baroni dell’editoria e della cultura, che Henry de Montherlant è tanto aristocratico da essere pop?
A Siena con il Barbera. Ovvero: ecco perché gli intellettuali non contano nulla e gli scrittori in tivù fanno la figura dei fessi. Gita con l’Orson Welles della letteratura italiana (con consigli per scrivere un capolavoro)
“I veri scrittori dicono verità scomode, anche a costo di venire fustigati dalla critica o esiliati dell’establishment letterario”. Un ritratto di Veronica Tomassini, tra Pratolini, Orwell e Robert Capa
“La Bellezza, come la grandezza, non è più di moda. Le Muse si sono stancate dei poeti di oggi, morti viventi”: dialogo con Silvio Raffo
“Mi sento uno sconfitto, come il principe Bolkonskij di ‘Guerra e pace’. Ero a Belgrado quando Arkan fu ucciso, resto un ribelle con un codice ben preciso”: dialogo con Gian Ruggero Manzoni
Le più brutte scene di sesso della letteratura contemporanea… In UK spopola il “Bad Sex Award” (lo ha vinto anche De Luca), da noi c’è il “glande” di Missiroli (ha fatto scuola) e “la pelle ancora incrostata di sale” della Gamberale
“Trump è un razzista, Obama non meritava il Nobel per la pace (né Bob Dylan quello per la letteratura), l’Islam è responsabile di un fondamentalismo distruttivo”: intervista fiume a Wole Soyinka
“Uno scrittore scrive sempre. Soprattutto quando non sta scrivendo”: un racconto di Shirley Jackson, la più amata da Stephen King
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