“Voglio una letteratura che combatta per i tre diritti inalienabili: libertà, fuga, tradimento”. Stig Dagerman, uno scrittore nel bosco dei paradossi (e di quando Graham Greene gli fregò la moglie)
“Chi potrebbe vivere senza augurarsi una vita smisurata!”. Le lettere d’amore di Albert Camus e Maria Casarès, una storia da film
“Il Gattopardo”: un romanzo che sarebbe piaciuto a Thomas S. Eliot (ma fu rifiutato da Vittorini). I rapporti tra Tomasi di Lampedusa e il poeta della “Waste Land”
“Di un libro non conta la qualità: deve essere politicamente corretto”. Dialogo con Giuseppe Culicchia, traduttore di Bret Easton Ellis (che urla: “Volevo essere sconvolto, ferito dall’arte”)
“Il principe delle maree” non è soltanto un grande film: soprattutto, è un bellissimo romanzo. Elogio di Pat Conroy
50 anni da “Lamento di Portnoy”. Soltanto per dire che Philip Roth è il più grande, è immenso, nessuno ha scritto di sesso e dell’insondabile del sesso come lui, lo leggi e non hai scampo
“Quello che importa è l’energia vitale qui e ora”. Su Göran Tunström, un classico contemporaneo, uno scrittore straordinario. Ovviamente, i tromboni che eleggono il Nobel lo hanno dimenticato
Alessandro Manzoni è un genio che non ha niente da invidiare a Dostoevskij. In difesa di Don Lisander (che si difende benissimo da sé)
“Il solo modernismo degno di questo nome, oggi, è il modernismo antimoderno”. Elogio di Milan Kundera: al suo cospetto il Nobel è un gioco irrilevante
“I romanzieri sono alla disperata ricerca di catastrofi”: Mario Vargas Llosa parla del suo ultimo romanzo (cioè, di politica)
Sai che sarà meraviglioso e mostruoso insieme: David Foster Wallace ci dice che gli uomini schifosi siamo noi
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