“Riconoscere me e la mia sorte come un inestimabile dono”: una poesia salvifica di Boris Pasternak, “All’ospedale”
“Porco di un vento! ne ho piena la testa!… pieno lo stomaco… Brrroum!… risento… avverto… vibro delle ossa, qua nel mio letto…”. La “pantomima” di Louis-Ferdinand Céline
Hermann Broch o dello scrittore in forma di lince. Dialogo con Ada Vigliani
Letteratura della crisi. Cormac McCarthy, “La strada”. Il romanzo che perfora la notte con una lingua di fuoco
“Ma tu sei uno scrittore?”. William Faulkner a Hollywood. L’amico di Humphrey Bogart che vinse il Nobel
Sono tornato dall’Inferno di Rimbaud senza avere Umberto Eco alle spalle. Ecco perché “Brama” è un romanzo di straordinaria potenza. Credetemi e leggete
“Siamo un sognare senza limiti”. Macedonio Fernández, il maestro di Borges (cioè, una sua invenzione)
“Caro Daniele, fuggi, restiamo irriconoscibili, con l’arroganza di chi ama anche le pietre”. Lettera aperta a Mencarelli
“Ho l’animo ardente e odio questa gente buona a nulla, le prediche infinite per farci accontentare del nostro destino”. Il giovane Dostoevskij e il suo doppio
Il più grande dei Roth. Henry, lo scrittore che ha divorato l’angelo del tempo
Sandro Veronesi se la piglia (preventivamente) con il libro di Roberto Burioni, “Virus”: ma se ci ha ammorbato con 47 articoli sul “Corriere della sera”! (Senza parlare del variopinto conflitto d’interessi editoriali…)
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