“Di un libro non conta la qualità: deve essere politicamente corretto”. Dialogo con Giuseppe Culicchia, traduttore di Bret Easton Ellis (che urla: “Volevo essere sconvolto, ferito dall’arte”)
“La critica giornalistica è in uno stato confusionale… esiste un terrorismo culturale, e funziona”. Guido Piovene ci spiega perché stroncare è meglio che elogiare. Il suo “manifesto” scritto 45 anni fa vale all’eccesso oggi
“Il principe delle maree” non è soltanto un grande film: soprattutto, è un bellissimo romanzo. Elogio di Pat Conroy
La letteratura come tauromachia, ovvero: elogio di Jean Cau (nell’arena è meglio di Hemingway)
50 anni da “Lamento di Portnoy”. Soltanto per dire che Philip Roth è il più grande, è immenso, nessuno ha scritto di sesso e dell’insondabile del sesso come lui, lo leggi e non hai scampo
Josephine Pasternak, la sorella geniale di Boris che nessuno conosce
Il catalogo è questo! I libri più belli di Harold Bloom (dallo strambo a quello impubblicabile), lo studioso dello straordinario
“Quello che importa è l’energia vitale qui e ora”. Su Göran Tunström, un classico contemporaneo, uno scrittore straordinario. Ovviamente, i tromboni che eleggono il Nobel lo hanno dimenticato
Alessandro Manzoni è un genio che non ha niente da invidiare a Dostoevskij. In difesa di Don Lisander (che si difende benissimo da sé)
“Sono nudo, sorprendentemente inerme”: sull’opera inconfondibile di Nicolás Gómez Dávila
“Il solo modernismo degno di questo nome, oggi, è il modernismo antimoderno”. Elogio di Milan Kundera: al suo cospetto il Nobel è un gioco irrilevante
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