“Dormo come un bambino, ho visto il primo uomo che ha scalato l’Everest, amo la parola fine…”. Intervista a Salman Rushdie
“Noi vogliamo la fine del mondo”. Le lettere di T.E. Lawrence dall’India (a Forster). Ovvero, ritratto di un uomo che fu Atlantide
Oggi a Kurt Cobain non darebbero un palco. Nell’epoca dell’ossessione salutista non c’è più spazio per l’arista maledetto. Discorso contro il delirio di onnipotenza (gluten free) dell’Occidente
Quando Mussolini fu scambiato per il Buddha e voleva conquistare l’India. Dialogo con Enrica Garzilli
“E ogni volta mi è toccato di sperimentare la spietatezza del mondo, che dal poeta non vuole opere e pensieri, ma una personalità”: lasciate da parte i biglietti per l’India, questo è l’Hermann Hesse più autentico (da tatuare in faccia a troppi scrittori narcisi nostrani)
Patriota, indologo, avventuriero: la storia (rimossa) di Francesco Lorenzo Pullè e del suo “Museo Indiano”. Che è risorto a Bologna
“Di fronte allo Stato siamo tutti colpevoli, tranne gli sfacciati leccapiedi”: una lettera di Arundhati Roy
La grande arte l’hanno fatta i perdenti: dialogo con Alfredo Accatino, l’aedo degli outsider
“Il sogno dell’India multiculturale di Gandhi oggi è in serio pericolo”: dialogo con Carlo Buldrini
Meglio “l’abitante della savana” o il “popolo del water”? Giorgio Manganelli in Africa (con Shakespeare a fare da Sfinge)
Oggi è la Giornata Mondiale della Risata. Francesco Consiglio ci spiega come è nata. Erano le 7 del mattino del 1995, quando un dottore indiano fu colto da un’intuizione rivoluzionaria. Lo presero per pazzo
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