“Il Gattopardo”: un romanzo che sarebbe piaciuto a Thomas S. Eliot (ma fu rifiutato da Vittorini). I rapporti tra Tomasi di Lampedusa e il poeta della “Waste Land”
“Di un libro non conta la qualità: deve essere politicamente corretto”. Dialogo con Giuseppe Culicchia, traduttore di Bret Easton Ellis (che urla: “Volevo essere sconvolto, ferito dall’arte”)
“Sto scrivendo la storia dell’editoria letteraria, sto facendo la rivoluzione, sto imponendo un nuovo modo di narrare”: Giulio Milani, il Joker del sistema editoriale odierno, ci racconta “Wildworld”
50 anni da “Lamento di Portnoy”. Soltanto per dire che Philip Roth è il più grande, è immenso, nessuno ha scritto di sesso e dell’insondabile del sesso come lui, lo leggi e non hai scampo
“Quello che importa è l’energia vitale qui e ora”. Su Göran Tunström, un classico contemporaneo, uno scrittore straordinario. Ovviamente, i tromboni che eleggono il Nobel lo hanno dimenticato
Alessandro Manzoni è un genio che non ha niente da invidiare a Dostoevskij. In difesa di Don Lisander (che si difende benissimo da sé)
“Meridiano di sangue” è il romanzo più grande – violento, necessario, apocalittico – scritto da un autore vivente. Harold Bloom su Cormac McCarthy
“Sono nudo, sorprendentemente inerme”: sull’opera inconfondibile di Nicolás Gómez Dávila
“Il solo modernismo degno di questo nome, oggi, è il modernismo antimoderno”. Elogio di Milan Kundera: al suo cospetto il Nobel è un gioco irrilevante
“I romanzieri sono alla disperata ricerca di catastrofi”: Mario Vargas Llosa parla del suo ultimo romanzo (cioè, di politica)
Alice, un puzzle che ha distrutto le convenzioni e ridicolizzato il mondo degli adulti
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