L’unica cosa di cui Philip Roth avrebbe bisogno è di essere ridimensionato. Solo Michel Houellebecq ha capito la natura malata del nostro mondo
Philip Roth è morto, onore a Philip Roth. Più che parlare a vanvera, conviene leggerlo a dovere. Ecco come e dove
“Ho fatto il palombaro in un bicchiere di tequila”: Marco Rossari traduce Malcolm Lowry, il Colosso Alcolico
Con quale distacco Emma guarderebbe al movimento #MeToo… Ovvero: non c’è nulla di più osceno, oggi, della signorina dabbene di Jane Austen
L’Alfabeto degli scrittori dimenticati (parte seconda: da Emanuelli a Tate)
“Cosa è morto con la morte di Pasolini?”: riflessioni su “Campo de’ Fiori”, il romanzo estremo di Enzo Siciliano
“Vuole diventare un grande scrittore? L’importante è non fare figli”. Insieme a Michael Chabon cerchiamo di risolvere il più atavico dei dilemmi
“Non risolta. Non semplice. Molto sola. La condizione ideale per scrivere”: Gianluca Barbera dialoga con Veronica Tomassini
“Lei non ha capito niente: c’è sempre una quota di malvagità nell’uomo”. Una lettera inedita di Truman Capote. A 20 anni ‘spazzola’ un lettore disattento
Viaggio tra i malati psichici, i nevrotici, i deliranti: Umberto Piersanti s’infossa nei destini inevitabili
“Ho avuto orrore e compassione per Ted Hughes”: dialogo con Connie Palmen, che ha scritto il romanzo definitivo sulla coppia “maledetta” della poesia
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