“Caro Davide, non ci daranno mai la direzione: tutti, in fondo, preferiscono la solita minestra, la solita mafietta”; “Caro Matteo, stai tranquillo, tanto sono tutti morti”. Per un Salone del Libro come Fight Club
Matteo Fais & Davide Brullo si candidano a guidare la prossima edizione del Salone del Libro di Torino. Ecco la loro modesta proposta. D’altronde, basta poco per fare meglio di questi mestatori dell’ovvio a cui non importa l’incanto ma l’incasso
Ci ha messo, sfacciatamente, la faccia, Lauda, il pilota leggendario che è risorto dalle fiamme per mostrare a tutti quanto siamo mostruosi. Ciao Niki!
“Dicono che sono il Dostoevskij americano. Ma io Dostoevskij non l’ho mai letto”. Zitti, parla James Ellroy
Cagnacci esposto in osteria! Per tutti è una figata (compreso uno Sgarbi felliniano), per me è una boiata pazzesca. In ogni caso, sul geniale pittore ha scritto tutto Alberto Arbasino
“Quindi è consigliabile, per i giovani, leggere Spinoza, partire subito dal difficile, perché almeno, così, del facile ci resterà un certo disgusto”: sbuca un inedito di Guido Ceronetti, il maestro estremo
“Questo è un germoglio del cervello”: abbiamo preso la Storia a morsi (e sepolto Dio) traducendo Emily Dickinson. Ovvero, un esempio di come si può fare scuola intorno a una poesia
Ricostruire Notre-Dame: di vetro, ipertecnologica; di plastica riciclata e legno, ecologica; oppure “com’era dov’era”? Tutto dipende dalla forza del simbolo. Che cosa rappresenta per noi quella cattedrale?
“Siamo tutti figli di Sherwood Anderson”. Compie 100 anni “Winesburg, Ohio”, il libro più influente della letteratura americana moderna. A lui si sono ispirati Faulkner, Hemingway, Dos Passos (e pure Pavese)
Altro che Capitan America, Iron Man e Hulk: il vero supereroe, più grande di tutti gli “Avengers” messi insieme (un soporifero ronzio), è Stefano Simoncelli, il poeta che ha preso la Musa per i capelli
“Troppi poeti sono terribilmente obbedienti. Io tento di essere disobbediente, perché la poesia è una festa!”: ode a Les Murray, il “titano gentile” della poesia australiana, che non credeva nella scienza e nella politica ma si affidava a Dio
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