16 Maggio 2024

“Phallus Dei”: un romanzo meraviglioso che nessuno voleva pubblicare

Il lettore romantico che si diletta a scrivere anche di autori contemporanei deve innanzitutto saper fallire. Cinque anni fa lessi un romanzo straordinario di cui avrei voluto scrivere dettagliatamente, Necropolis, di Giordano Tedoldi, tuttavia nonostante i miei sforzi non riuscii a mettere insieme che un mucchio di appunti sparsi e a stento leggibili. La verità è che quel libro – un’opera mistica, estrema, moderna e classica a un tempo – mi aveva lasciato nella mente e nel cuore un tale senso di appagamento e bellezza che scriverne un pezzo “letterario” mi sembrava inutile e forse funesto. Preferii il silenzio. Talvolta il lettore emozionato deve anche saper tacere di fronte alla forza rivoluzionaria delle proprie emozioni. Rilessi dunque Necropolis e lo amai ancora, però decisi di non scriverne. Tornai agli altri romanzi di Tedoldi, a Tabù e a I segnalati, sottolineando – ricordo – una frase che in qualche maniera annunciava la trama di Necropolis, dal capitolo L’illusionista de I segnalati:

“Anche in classe, durante le lezioni di italiano o scienze, volavo nella landa dei morti, viaggi che mi risultavano più comodi che spostarsi da un punto a un altro di Roma con l’autobus”.

L’eroe di Necropolis visita per l’appunto la landa dei morti, l’oltretomba, divisa fra Necropoli Est e Necropoli Ovest, per scegliere la propria sepoltura. Ma non è di Necropolis che voglio scrivere qui.

Qualche mese fa Giordano Tedoldi ha reso disponibile l’ebook del suo romanzo successivo, Phallus Dei, che a quanto pareva stentava a trovare un editore disposto a pubblicarlo. La cosa, devo dire, mi seccò molto, perché io non possiedo un “ebook reader” e in generale detesto leggere o rileggere libri su uno schermo, compresi i miei. Decisi dunque di aspettare, sperando che l’autore rendesse presto disponibile l’opera in cartaceo, come aveva fatto per una sua precedente raccolta di racconti pubblicata su Amazon, Decomposizione della letteratura. Intanto il fatto che un autore come Tedoldi si “autopubblicasse” destava un certo clamore online, fra chi (Antonio Russo De Vivo) chiedeva provocatoriamente di far concorrere il libro al premio Strega e chi (Sergio Oricci, Giulia Sara Miori, molti altri) ne scriveva o ne pubblicava brani sulle proprie pagine social o su riviste online. Io tacevo e aspettavo, confidando nel cartaceo. Bisogna avere fede nella letteratura.

Ora Phallus Dei è stato finalmente pubblicato da un editore, Corrimano Edizioni. Ho appena finito di leggerlo e mi ritrovo, come dopo la lettura di Necropolis, ammirato e sconvolto e nell’impossibilità di scriverne dettagliatamente. Anche Phallus Dei è un grande libro. Qualche appunto sparso: ci sono il potere e l’insensatezza umana e animale che da esso deriva; c’è il sesso con la forza sovrumana e mistica dei sensi e dei sentimenti; ci sono la magia e la scienza, quest’ultima a tratti un po’ derisa o guardata con distacco; c’è la musica classica tanto amata da Tedoldi (nel capitolo ventisei viene descritta una strepitosa Rapsodia fallica che fa coincidere oscene visioni pornografiche con le opere di Mozart e Wagner e altri); ci sono il Dio del Rancore e la violenza degli uomini, ma anche il loro amore; c’è la paura e c’è l’incanto e ci sono i temi della scelta e dell’eroe già presenti in Necropolis; ci sono – da ultimo – l’adolescenza e la sua fine, con il giovane Karl Muster junior, per me il personaggio più commovente del libro.

I romanzi di Tedoldi sono opere di visioni e di sconfinamenti. Il protagonista di Phallus Dei, Sodal Sodal, il cui nome esprime la fonetica di “una creatura che crolla di fronte a un mondo esterrefatto e terrorizzato”, potrebbe essere un discendente di Hans Castorp e di Karl Rossmann. Quindi Mann, Kafka… Molti autori italiani (di talento e non) a un certo punto delle loro vite cominciano a fingere di leggere e quindi a lungo andare fingono anche di scrivere, pur pubblicando libri su libri; per fortuna non è il caso di Tedoldi. I miei fugaci appunti su Phallus Dei finiscono qui.

Rileggo alcuni brani del romanzo. Potrei scriverne meglio. Potrei tacere ancora. Potrei osservare come molti editori contemporanei avrebbero assassinato a colpi di editing un’opera turbante e meravigliosa quale è Phallus Dei. No, alla fine mi decido per questa breve nota di lettura, che sia un omaggio al libro e un invito a scoprire Tedoldi o a ritornare sulle sue pagine. La letteratura – questa fiamma sacra – è viva.

Edoardo Pisani

*In copertina: Wyndham Lewis secondo Augustus John

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