Come mai i poeti non hanno capito che il Novecento è terminato da un pezzo? Tre libri per capirci
“Amate il vostro essere più di voi stessi”: ecco perché Osip Mandel’štam è il poeta fondamentale. Dialogo con Gianfranco Lauretano
“Tra tutti i vuoti/ scelse di vivere”: Sativi di Antonio Bux. Ovvero: la poesia è come l’olio (dice Jakobson)
“Non voglio il perdono. Non sono il sacrario del lutto e del rimorso”: la lettera di Ted Hughes dopo la morte di Sylvia Plath
“La Commedia è il libro fondamentale”: dialogo con Jorge Aulicino, che ha trapiantato Dante (e Pavese, e Pasolini) in Argentina
“La terraferma è una terra straniera”: Fabiano Alborghetti scrive, in versi, il romanzo dello sradicamento e della nostalgia
Tanti auguri Giovanni! In ricordo di Nadiani: “quella impresa, folle, di tradurre il dialetto di Romagna in spagnolo…”
“Ma ciò che tace dovrà un giorno farsi parola”: le poesie di Corrado Benigni sono una lotta senza compromessi contro il tempo, contro il silenzio
Sesso, follia e letteratura: la storia della prima ‘comune’ di artisti Usa. La creò George Sterling con l’amico intimo Jack London. Fallì 100 anni fa. Dagli anni ’80 il mito rivive grazie a Clint Eastwood
“Il più impetuoso era l’amore: a volte, sorpassando la natura, precedeva il sole”. A lezione di poesia da Boris Pasternak
“L’Italia migliore è nei cimiteri?”: sulla poesia di Giovanni Casoli, anarca cristiano davvero ‘civile’
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