Negli Stati Uniti nasce una nuova moda: leggere soltanto i ‘classici’. Una idiozia, come dire che Fabio Volo è Dostoevskij. Ecco perché
“Di fronte a un mondo che ci travolge come uno tsunami, un libro mi commuove ancora”
“Guardavano alla morte con necessario disincanto”: dialogo su Seneca e il suicidio al tempo dei Romani
10 anni fa è morto Aleksandr Solzenicyn. Anche i tiggì lo citano come il prezzemolo, ma che senso ha, oggi, leggere “Arcipelago Gulag”? (Comunque, leggete anche Varlam Salamov e Iosif Brodskij, fa bene)
Il mistero delle ultime parole di Lev Tolstoj, lo scrittore che voleva vincere la morte
Xi Jinping ha vinto il Premio intitolato a Cesare Pavese. Imbarazzo a corte. Anche la letteratura italiana s’inchina – con grottesca giustificazione – al cospetto del Presidente Cinese
“Del mio prossimo m’interessa pochissimo, d’altronde, siamo un paese dall’identità liquefatta… Ad agosto comincerò a scrivere un libro. L’ultimo”: dialogo estivo con Giampiero Mughini
“La letteratura è eccesso, è errore, è la vita contro il potere”: dialogo con Luca Doninelli
Meglio “l’abitante della savana” o il “popolo del water”? Giorgio Manganelli in Africa (con Shakespeare a fare da Sfinge)
“Le stelle fiammeggiano su mondi dominati dal dolore”: l’insostenibile grandezza di Schopenhauer e le sue sculacciate
“Caro Cortázar, un intellettuale non aspetta che sia un governo a dargli il permesso di parlare, sceglie la scomodità”
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