“Mia nonna è morta e per capire dove è finita mi sono messa a studiare la fisica quantistica”: Dejanira Bada è stata elettrizzata da “Fisica quantistica per poeti”. Ecco perché
“Ogni scrittura cerca l’impossibile, non ha pace”: dialogo con Marco Ercolani, artefice di apocrifi (ha ricreato la voce di Robert Walser, Bruno Schulz, Giacomo Leopardi, Beethoven, Van Gogh, Proust…)
Scrivere il suicidio: l’ultimo tabù (da Dostoevskij a Ryunosuke Akutagawa e Mishima). Le cose si amano soltanto se le cingiamo degli “estremi sguardi”
Sia onore a Vladislav Chodasevic, il poeta che ha raccontato il massacro dei poeti russi durante la Rivoluzione e che ha fatto il ritratto dell’intellettuale lacchè, prono al potere. Per Nabokov, è stato il più grande
Si sono inventati il Nobel-non-Nobel per il 2018 (lo vincerà Murakami, io tifo per Gaiman). Una assurdità. La letteratura non è democratica, è irrispettosa e insolente. Sostituiamo i premi con l’incoronazione pubblica
“Il sogno dell’India multiculturale di Gandhi oggi è in serio pericolo”: dialogo con Carlo Buldrini
Perché non leggiamo più Elias Canetti? Ci fa capire Stormy Daniels, Alma, la donna dagli occhi che sbranano e Wotruba, lo scultore che uccise la pietra
10 anni fa è morto Aleksandr Solzenicyn. Anche i tiggì lo citano come il prezzemolo, ma che senso ha, oggi, leggere “Arcipelago Gulag”? (Comunque, leggete anche Varlam Salamov e Iosif Brodskij, fa bene)
Joyce Carol Oates scrive una “flash fiction” di corroborante crudeltà. Una donna risponde alle insistenti richieste del marito, sordo, quando…
“Il potere pubblico è involgarito e supponente. Io scrivo per salvare le cose in via di estinzione”: dialogo con Alessandro Moscè
Questa è l’immagine del nostro tempo: un bambino, nudo e senza occhi, che si rivolge all’immensità della pantera. Da ogni lato, è il regno della solitudine. Ipotesi su Mowgli e sull’artista dissanguato dai sogni
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