Tanti auguri a Giampiero Neri, il grande giovane della poesia italiana: lo festeggiamo con una manciata di inediti. Elogio di un poeta nobilmente anomalo, dalla modestia leggendaria, che legge Melville e Milarepa e scrive di cervi volanti
“La bellezza di qualcosa che sta per scomparire, ma a cui si crede ciecamente”: per Arnaldo Colasanti l’esercizio critico mette in gioco tutto (sul libro dedicato a Magrelli)
Quando Melville amava veleggiare tra i selvaggi (e Carl Schmitt si sentiva un Benito Cereno)
4 dicembre: discorso sulla morte del padre, sulla paternità castrata e sul perdono con cui velare il corpo del suicida (che attende il giudizio degli uomini)
“In Coleridge c’è tutto: la colpa e il perdono, la meraviglia e la solitudine”. Sulla nuova traduzione della  “Ballata del vecchio marinaio”, tra Primo Levi e i Simpsons
“Io sono il mostro che non volete guardare”: Barbara Costa racconta Asia Argento. Anamnesi di una donna affascinante che a 4 anni leggeva Melville, a 21 aveva due David di Donatello in bacheca e ora sta sulle palle a tutti
“Magellano ti incatena alla sedia… il mio Marco Polo sarà un cialtrone!”: Gianluca Barbera ci racconta i segreti del suo successo (con esegesi del romanzo “magellanico”)
Aiuto! Dobbiamo rifondare i programmi scolastici: basta Ariosto, meglio Emily Dickinson, Antonin Artaud e Houellebecq
Leggere la storia di Elia per capire il genio narrativo di Saul Bellow (e da dove arriva Melville). Ovvero, la vita è un deserto e noi ci lamentiamo sempre
Premio Strega: è l’ora del piagnisteo. Neri Pozza si scaglia contro Mondadori, ma nessuno si è mai lamentato perché Usain Bolt vinceva sempre. Il problema, come sempre, è estetico. I libri belli li pubblicano i piccoli editori. Che non sono rappresentati
“Per me la preghiera è una necessità irrealizzabile; invidio la vita del pellegrino russo”: una lettera inedita di Emil Cioran
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