“Per lui tra Hitler e Michael Jackson non c’è differenza”: Massimiliano Parente ripubblica il suo libro più folle (in attesa del prossimo). Alessandro Paglialunga lo intervista
“La poesia può salvare le persone, ma il poeticismo sul web sta distruggendo un genere letterario. Io preferisco parlare con i poeti morti”: Gabriele Galloni dialoga con Alessandro Moscè
“Sono disperato, burbero, isterico, ma ho agito con il cuore in mano, non sono mai stato furbo, non conosco l’invidia”: dialogo con Andrea Di Consoli
“L’umanitario”: breve ritratto psicologico di una vittima della distorsione dominante
Il delfino curioso e lo squalo razzista. Ovvero: “la Repubblica” è piena di racconti da fare invidia a Carver ma che risalgono al Ku Klux Klan
“Sono tutte stronza@@ quelle dei giornali super partes!”: Alessandro Sallusti dialoga con Matteo Fais di giornalismo, Montanelli, Travaglio, Feltri, Berlusconi…
Cesare Viviani ci avvisa che la poesia è finita. Forse è finita per lui. In realtà, la poesia è viva, vivissima, basta leggerla. La reazione di Alessandro Moscè
“Caso Aquarius”: la certezza dell’ignoranza mista a banalità e insulti. Lezioncina di geopolitica in due mosse griffata Mengoli (con Forchielli a fare da guru)
“Praticano l’ordine del meraviglioso”: discorso sulle belle addormentate di Francesco Netti
Hanno ridotto Aldo Busi a una specie di Osho per scrittori in carriera, tutti ne parlano bene per annientarlo. Ma il suo ultimo romanzo è l’auto da fé di una nazione
L’Alfabeto degli scrittori dimenticati (parte seconda: da Emanuelli a Tate)
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