Quando i Comunisti cercarono di assassinare George Orwell
“Questa caccia al traditore è una delle cose moralmente più disgustose che ci lascia in eredità la guerra”: George Orwell difende Wodehouse e Pound (e scrive a Henry Miller)
Reportage dall’isola di Jura, dove George Orwell – bambino in spalla, motocicletta e Luger a portata di mano – scrisse “1984”, il libro del nostro presente
Controcorrente, disorganici, involontari: da Pasolini a Orwell, da Hannah Arendt a Simone Weil, da Norberto Bobbio a Primo Levi ecco il catalogo dei maestri di cui non possiamo fare a meno. Garantisce Filippo La Porta
Mele, birra, aringhe e tanti dolci: George Orwell distilla il menù ideale della cucina britannica (e con doverose scuse lo cestinano)
Nel delirio contemporaneo Nek (che andava di moda vent’anni fa) cita Borges... Rincuoratevi leggendo la lettera in cui Stevenson scrive che Melville “è un gran figo”
Il romanzo su Brexit? Non l’ha scritto Jonathan Coe, paladino dei perbenisti, ma George Orwell, più contemporaneo di molti scrittori di oggi (e poi, pasturate gli adolescenti con Stevenson, vi prego…)
D.H. Lawrence: genio incendiato o santone dei dilettanti? La parola a Geoff Dyer
“1984” piace a tutti perché parla di un tempo che non esiste più. Oggi il Grande Fratello lo scopri se ti guardi allo specchio, sei tu!
Breve storia dell’imene in letteratura: da Mario Puzo a Moravia e Oriana Fallaci (per fortuna c’è Orwell a insegnarci che la castità è immorale)
Ecco perché “1984” – che compie 70 anni – è un brutto libro (nonostante le intenzioni dell’autore). Eppure, Orwell ha previsto il nostro tempo, in cui nessuno legge e la scrittura è ridotta a un florilegio di tweet
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