“Ho meno ricordi che se avessi sei mesi di vita”: le lettere di Beckett, Eliot, Auden, Golding, Sylvia Plath all’editore Faber (che compie 90 anni, tra grandi glorie e clamorosi rifiuti)
“Siamo tutti figli di Sherwood Anderson”. Compie 100 anni “Winesburg, Ohio”, il libro più influente della letteratura americana moderna. A lui si sono ispirati Faulkner, Hemingway, Dos Passos (e pure Pavese)
“Ascolto i benzinai e le amiche di mia madre – e insegno a leggere”: dialogo con Guido Conti, l’ultimo dei cantastorie, tra Arrigo Sacchi, Guareschi e Stendhal
“Per denunciare un bisogno di bellezza”: dialogo con Alessandro La Motta, il pittore che ama i poeti
Fuga spiritata alla ricerca della fatale Euridice con il guanto, tra Max Klinger a Bagnacavallo e i nostalgici a Predappio
“Seduto in questa stanza, sulla costa olandese, a non far altro che guardare la pioggia dai vetri”: dialogo con Marino Magliani
“Altri hanno potere, e si masturbano con quello”: frammenti di Alessandro Spina, lo scrittore italiano più grande (e mal capito, malcapitato)
“Non sostituirò mai ca**o con membro”: la biografia hot di Fernanda Pivano
Fascista e partigiano: la storia di Uber Pulga, emblema della “guerra civile” italiana. Dialogo con Alessandro Carlini, tra Fenoglio, Grossman e la memoria ulcerata
Il dodicesimo uomo. Sulla fotografia di Mario Giacomelli (ieri me lo sono dimenticato)
Xi Jinping ha vinto il Premio intitolato a Cesare Pavese. Imbarazzo a corte. Anche la letteratura italiana s’inchina – con grottesca giustificazione – al cospetto del Presidente Cinese
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